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Luigi Di Maio, appello a Mattarella: “Non firmi il Rosatellum”

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Luigi Di Maio parla del Rosatellum in aula (foto da video)

ROMA – Luigi Di Maio, intervistato da Repubblica, lancia un appello al presidente della Repubblica sulla legge elettorale: “Mattarella non firmi, non si renda responsabile dell’ennesima legge incostituzionale”. Il candidato premier del Movimento 5 Stelle insiste contro il Rosatellum: “Ci rivolgiamo a lui con il massimo rispetto in quanto garante della Costituzione”, afferma. “Se questa legge sarà approvata dal Parlamento, gli chiediamo di valutare con attenzione i profili di incostituzionalità e di non firmarla. Se un domani la Corte Costituzionale dovesse bocciarla, e secondo noi accadrà, Mattarella ne sarebbe responsabile”.

Quanto al modello tedesco, “è stato il Pd a far saltare tutto preferendo gli accordi sottobanco con il Svp al bene dei cittadini”, dice Di Maio. “Alla Lega interessano le poltrone. Appoggiando il Rosatellum, Salvini sta aprendo le porte a un governo Renzi-Berlusconi, si dovrebbe vergognare”. Quella del Carroccio, prosegue, “è un’opposizione di facciata. Per questo abbiamo sempre detto: mai alleanze con questi partiti”.

In Sicilia? “Puntiamo alla maggioranza. Non facciamo trucchi per avere un voto in più. Nelle liste che sostengono Musumeci c’è un’emergenza legalità. Sono piene di impresentabili”. Alla sottosegretaria Boschi che l’ha invitato a un confronto pubblico in tv sulle banche Di Maio risponde: “Voglio anch’io un confronto tv, ma chiedo che si svolga in una piazza. Voglio proprio vedere se la Boschi ce la fa a mentire guardando i risparmiatori in faccia”.

Quanto ai rapporti con Roberto Fico, “in un gruppo è normale che si discuta e ci si confronti a viso aperto, ma resta il fatto che io e Roberto lavoriamo insieme per raggiungere lo stesso obiettivo: cambiare il Paese”. Sono le correnti, sottolinea, che “da noi non esistono”. Sulla sua roadmap da candidato premier Di Maio spiega che si faranno “le parlamentarie come nel 2013”.

Non abolirà il vincolo dei due mandati, chiarisce. La sua squadra di governo sarà presentata “prima di marzo. Sarà una squadra di eccellenze italiane”. Una volta al governo, nelle aziende pubbliche “chi occupa posizioni per merito resta, chi per raccomandazione politiche verrà mandato a casa”.

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