M5s, clandestinità non è reato. Dissidenti: “Sinistroidi non vi votiamo più”

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 13:45 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 13:45
M5s, clandestinità non è reato. Dissidenti: "Sinistroidi non vi votiamo più"

M5s, clandestinità non è reato. Dissidenti: “Sinistroidi non vi votiamo più”

ROMA – Sul sito di Beppe Grillo vince il sì all’abrogazione del reato di clandestinità ma il giorno dopo il referendum che ha sconfessato lo stesso leader, esplode la protesta dei dissidenti: “Troppi sinistroidi, non vi votiamo più“. In quasi 16 mila (15.839) hanno votato per la sua abrogazione del reato e ben 9.093 per il mantenimento. Al voto lampo, dalle 10 alle 17 di lunedì 13 gennaio, hanno partecipato in 25 mila (24.932), meno di un terzo degli aventi diritto (cioè gli iscritti certificati al 30 giugno 2013) che sono 80.383.

E mentre i senatori pentastellati esultano per il risultato, millantando prove di democrazia diretta: “E adesso chi dice che la democrazia a cinque stelle non esiste, è in malafede!” commenta, tra gli altri, la senatrice Elena Fattori. “E adesso voglio sfidare chi dice che comanda Beppe Grillo”, rilancia Angelo Tofalo. Sui social network e sullo stesso blog di Grillo non mancano i malumori.

“Questa volta avete proprio toppato. Vi hanno votato milioni di persone, tra le quali tantissimi di destra che se sapevano che volevate far entrare cani e porci in Italia certo non vi votavano”, si legge in uno dei commenti.

Renato, da Venezia, analizza:

“Avete fatto un clamoroso errore politico. Un favoloso regalo al sistema dei partiti! Un regalo al Pd e alla sua politica democristiana dei due forni: quando serve, voti con Alfano per sostenere il governo, e quando si vuole approvare qualcosa di sinistra, voti con Grillo. Così Renzi ha risolto il problemino di Bersani, e il Pd può governare tranquillo pur senza avere vinto le elezioni. Ma è stato anche un bel regalo a Berlusconi, che ha avviato una politica di recupero dell’elettorato M5s proveniente dalla destra. Non c’è che dire, complimenti ai 14000 votanti!”.

C’è poi chi contesta il meccanismo stesso del referendum online, strumento principe della democrazia grillina:

“Sinceramente a me e alla stragrande maggioranza degli italiani che hanno votato 5 stelle non gli frega niente degli iscritti che esprimono il loro parere. A Roma è ormai un casino con gli immigrati. Fra qualche mese ci sono le Europee e il Movimento comincia a tagliarsi le palle. Se Cinque stelle appare uguale a Pd o a Sel è la fine. E rischiamo di far rinascere il condannato Berlusconi. La vedo male. Adios”.

I toni restano accesi anche sulla pagina Facebook del comico ligure: “I balubba te li porti a casa tua”, gli manda a dire ad esempio Marco Bartolini. Molti quelli che non voteranno più Cinque stelle. Roberto Fanizza:

“Dopo questa vi saluto mi tolgo dai piedi”.

Andrej Mussa aggiunge:

“Democrazia diretta non vuol dire svegliarsi un mattino e decidere: oggi quale referendum mi gira? E proporlo all’improvviso così in mezza giornata. Vi sembra chiaro e corretto? Condivido tutto ma non così! È stato un gioco di gruppo mattutino compresa colazione. Non servirà a niente questo risultato. Servirà solo a dare in pasto il nostro Beppe ancora una volta a tutta la stampa italiana. L’avete tradito non più per tre denari. Ma per tre clandestini!”.