M5s, giallo delle mail hackerate. Blog Grillo: Erano in mano a Massimo Artini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 ottobre 2014 14:32 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 14:32
M5s,  giallo delle mail hackerate. Blog Grillo: Erano in mano a Massimo Artini

M5s, giallo delle mail hackerate. Blog Grillo: Erano in mano a Massimo Artini

ROMA – Scoppia il caso dei server alla Camera dei Deputati. E nel mirino del Movimento 5 Stelle, finisce un deputato… 5 Stelle: Massimo Artini. Quella dei server è una vicenda complessa e riguarda la sicurezza degli account mail dei parlamentari. Fino a un certo punto erano tutti ospitati su un server interno. Poi, per motivi di sicurezza, si decide di affidare tutti i dati a una società esterna. Nel periodo di “interregno” si crea la confuzione: le mail, accusano alcuni parlamentari M5s, scompaiono. E il sospetto è quello di un hacker al lavoro.

 

Il blog di Beppe Grillo fa il nome

Così il Fatto Quotidiano spiega la situazione:

Un servizio mail per i parlamentari ospitato da un server gestito da un deputato. Dopo qualche mese si decide che è una soluzione non più affidabile. E si sceglie di staccare il servizio affidandosi ad un tecnico di una società esterna. Nel passaggio però, sarebbero scomparse per un certo periodo le email dei singoli e gli eletti hanno chiesto spiegazioni in assemblea: chi ha autorizzato il passaggio degli accessi ad una terza persona? E’ il caso che sta facendo discutere il Movimento 5 stelle a Montecitorio.

Italia Oggi, invece, descrive i passaggi intermedi:

La Casaleggio Associati aveva precisato di non essere coinvolta in alcun modo e anzi di voler “sporgere denuncia contro ignoti per accertare i fatti di natura diffamatori e lesiva nei contri della società stessa”.

E oggi sul blog si legge l’invito ai parlamentari M5S a cambiare password di mail e servizi sul web spiegando che “la posta dei deputati è stata copiata su un altro server fuori dal controllo del gruppo dei parlamentari”. E cita Artini, l’informatico del gruppo 5 stelle, a proposito del controllo del server: “Il controllo del server”, accusa Grillo, “è risultato al di fuori del gruppo di comunicazione del Movimento 5 Stelle della Camera che possedeva solo alcune password di gestione ordinaria di alcuni contenuti. Il controlloè risultato in carico a utenti creati in modo anonimo che facevano riferimento a Massimo Artini e persone che a lui potevano far riferimento, esterne al Parlamento non contrattualizzate e senza essere state identificate per la gestione dei dati personali dei parlamentari”.

Il post sul blog di Beppe Grillo:

Per trasparenza e a tutela dei deputati M5S e cittadini si riportano in modo pubblico alcune informazioni relative al server dei parlamentari:
– CONTENUTI PRESENTI SUL SERVER: Il server pagato dal gruppo M5S della Camera era utilizzato anche per siti esterni alle attività del gruppo parlamentare. Questi siti comprendevano liste civiche 5 stelle toscane certificate, siti che esponevano il logo del MoVimento 5 stelle senza autorizzazione diffidati da parte dell’avvocato di Beppe Grillo (es. toscana5stelle.it) e pagine di una società toscana di gestione di rifiuti.
– SICUREZZA DEI DATI: La posta dei deputati è stata copiata su un altro server fuori dal controllo del gruppo dei parlamentari per poi essere ricopiata sul primo. Non ci sono evidenze che questa copia sia stata eliminata nè motivazioni oggettive per questa operazione dato che era iniziata per trasferire delle cartelle presenti sul server del gruppo che lì non avrebbero dovuto essere presenti.
– CONTROLLO DEL SERVER: Il controllo del server è risultato al di fuori del gruppo di comunicazione del MoVimento 5 Stelle della Camera che possedeva solo alcune password di gestione ordinaria di alcuni contenuti. Il controllo è risultato in carico a utenti creati in modo anonimo che facevano riferimento a Massimo Artini e persone che a lui potevano far riferimento esterne al Parlamento non contrattualizzate e senza essere state identificate per la gestione dei dati personali dei parlamentari.
Si consiglia quindi di dismettere il server e attivare servizi esterni per ogni servizio necessario ai parlamentari, se non già offerto da parte del Parlamento, in cui il singolo parlamentare abbia controllo diretto dei propri dati attraverso sistemi di autenticazione personali (es. sms).