M5s, Luis Alberto Orellana: “Non sono un traditore, continuerò la battaglia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 settembre 2013 12:07 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2013 12:08
M5s, Luis Alberto Orellana: "Non sono un traditore, continuerò la battaglia"

Luis Alberto Orellana (Foto LaPresse)

ROMA – “Non sono un traditore, vorrei continuare la mia battaglia da dentro il Movimento 5 stelle ma non me lo permetteranno”. Luis Alberto Orellana, il senatore M5s definito il “nuovo Scilipoti” per la sua apertura al Pd, lo dice in un’intervista al Secolo XIX.

Orellana spiega di voler combattere la battaglia nel Movimento 5 stelle e di non essere un traditore:

“Vorrei continuare a fare la mia battaglia da dentro. Ma so che non me lo permetteranno, né coinvolgeranno gli attivisti. A quel punto chi sarà il traditore? Lo Scilipoti come mi ha definito Grillo? Io o chi non rispetta lo spirito del Movimento, la trasparenza, la politica attiva, la democrazia orizzontale? Ancora non abbiamo uno strumento per interagire con i cittadini…”.

La responsabilità politica del Movimento, secondo Orellana, deve essere rivolta a chi li ha eletti per cambiare il Paese:

“Mi sono chiesto a chi devo dare conto come eletto. La risposta è: a chi ha puntato tutto su me, su noi del M5S per cambiare il Paese. Mi sono scocciato di farmi dire come stanno le cose da uno che non è un politico e che sta a Genova o a Milano. Io non ci sto più. Noi discutiamo solo sui lavori parlamentari. Ma la linea politica? Sulle strategie non abbiamo voce in capitolo”.

In merito all’eventualità di un accordo con il Pd, Orellana spiega che a decidere devono essere gli attivisti:

“Non possiamo essere noi ad arrogarci il diritto di decidere. Devono essere gli attivisti a dircelo. Noi dovevamo essere semplici portavoce. Riflettiamoci su e facciamo partire una consultazione subito con gli attivisti. Capisco le loro obiezioni sul Pd, ma dico solo: proviamoci. Facciamo un accordo serio, a partire dalle nostre battaglie, e fissiamo un calendario con scadenze precise. Noi siamo ora qui, in questo Parlamento e con questi numeri. Ci potrebbe essere offerta un’opportunità unica”.