M5S, i senatori: “Volevamo mediare con Grillo, ma i 5 dissidenti hanno detto no”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2014 13:00 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2014 13:11
(foto Lapresse)

(foto Lapresse)

ROMA – I senatori 5 Stelle erano pronti a tentare la mediazione per far restare nel gruppo i 5 dimissionari. Ma alla fine, racconta la senatrice Elisa Bulgarelli a Public Policy, sono stati loro a dire “no, grazie”. E così è arrivata la definitiva espulsione di Beppe Grillo. Ecco cosa dice la senatrice all’agenzia Public Policy:

“Eravamo pronti a fare quadrato attorno a loro e parlare con Beppe per il post uscito” e invece “se ne sono andati sbattendo la porta”. Il giorno dopo la riunione fiume dei 5 stelle al Senato sulle nuove espulsioni, fatta di lacrime e qualche urla, il malumore serpeggia, ma questa volta tra gli esponenti della maggioranza.

A parlarne con Public Policy è la senatrice M5s Elisa Bulgarelli. La rabbia oggi, spiega, deriva dal fatto che, nonostante Beppe Grillo avesse di fatto espulso, tramite blog, i cinque dimissionari Alessandra Bencini, Laura Bignami, Monica Casaletto, Maria Mussini e Maurizio Romani, la maggioranza dei 5 stelle al Senato (il gruppo è già sceso da 50 a 41 componenti) era pronta a fare quadrato intorno a loro, a cercare una mediazione.

Mediazione proposta con il subito ribattezzato “lodo Bottici”: il ritiro delle dimissioni dei cinque in cambio della riscrittura delle regole del gruppo. “Gli abbiamo proposto di ritirare le dimissioni – spiega Bulgarelli – Il gruppo era disposto a fare quadrato attorno a loro e parlare con Beppe per il post uscito. Volevamo che rimanessero. Ieri la maggioranza era disposta ad ascoltare i cinque dimissionari e provare a procedere in un modo diverso, proprio come la minoranza aveva chiesto. Ma loro (Bencini, Bignami, Casaletto, Mussini e Romani; Ndr) hanno detto ‘no grazie’ e se ne sono andati sbattendo la porta”. “Sono arrabbiata – conclude Bulgarelli – potevamo tutti uscirne a testa alta e invece se ne sono andati. Bastava mettere da parte l’orgoglio e invece hanno preferito andarsene”.