Sciopero Movimento dei Forconi: Beppe Grillo arruola i poliziotti, il Pd insorge

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2013 14:59 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2015 11:17
Sciopero Movimento dei Forconi: Beppe Grillo arruola i poliziotti, il Pd insorge

Sciopero Movimento dei Forconi: Beppe Grillo arruola i poliziotti, il Pd insorge

ROMA – Beppe Grillo arruola i poliziotti e il Movimento 5 Stelle nelle proteste del Movimento dei Forconi, mentre il Pd si schiera come il vero partito anti-Forconi e invoca l’intervento del ministero dell’Interno.

Il ministro Angelino Alfano, dal canto suo, ha convocato alle 16 un vertice al Viminale sui Forconi.

In mezzo le forze dell’ordine, i cui sindacati chiedono di non strumentalizzare gli episodi degli agenti che si sono tolti il casco o hanno fraternizzato con i manifestanti.

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Grillo arruola le forze dell’ordine nei Forconi, con una lettera aperta “a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di stato maggiore dell’Esercito italiano”:

“La protesta di ieri può essere l’inizio di un incendio o l’annuncio di future rivolte forse incontrollabili. Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di Finanza a Torino si sono tolti il casco, si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. È stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari.

Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l’Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare.

Le forze dell’Ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l’Italia cambierà.
In alto i cuori.”
Beppe Grillo

Contro Grillo è insorto il Pd.

“Diglielo tu a Grasso che non merita la scorta”: uno degli interventi più pungenti è stato quello del senatore pd Francesco Russo:

“Vai tu, Beppe, dal Presidente Grasso, e diglielo in faccia che non merita la scorta, lui che per anni ha combattuto la mafia… Grillo non può permettersi di insultare la professionalità delle forze dell’ordine il cui dovere è sempre la difesa della legalità e di chi serve lo Stato anche mettendo a rischio la propria vita. Certamente va distinto chi ha realmente bisogno di una tutela, ma qualcuno fermi l’escalation verbale, e speriamo sia sempre e solo verbale, del comico 5 Stelle”.

Il deputato pd Davide Mattiello, membro della Commissione antimafia, parla di “modalità mafiose a Torino”

“Modalità mafiose nelle manifestazioni a Torino. Ottenere soggezione attraverso l’intimidazione organizzata è tipico dei sistemi mafiosi e le notizie che arrivano fanno pensare a questo”.

Roberto Placido, consigliere regionale del Pd in Piemonte e vicepresidente dimissionario dell’assemblea regionale , chiede che Alfano invii uomini a Torino:

“Da ieri Torino sta subendo una situazione insostenibile e inaccettabile. Una minoranza di persone, anche ricorrendo ad azioni violente, sta tenendo in scacco un’intera città, bloccando strade e mezzi di trasporto, minacciando passanti, negozianti e automobilisti, dando l’assalto ai palazzi delle istituzioni. Le forze dell’ordine stanno facendo tutto il possibile, nonostante la cronica carenza di personale e di strumenti. Di fronte a fatti così gravi, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, anziché occuparsi del suo nuovo partito, dovrebbe intervenire immediatamente facendo arrivare a Torino uomini e mezzi idonei a ripristinare la legalità e a tutelare l’incolumità di lavoratori e cittadini”.

Filippo Bubbico, pd e viceministro dell’Interno, denuncia il tentativo d’intervento dei No Tav:

“Ieri a Torino c’è stato il tentativo di intervento di una forza di protesta, che spesso ha superato il limite della tolleranza”. Cita espressamente il Movimento No tav Bubbico, che descrive la protesta dei Forconi come “un magma” su cui qualcuno sta cercando di mettere ” una testa”. Il vice ministro parla al riguardo di “tentativi politici”, evidenziando la presenza alle manifestazioni di ieri “organizzazioni estremiste di destra”, ma anche di analoghi tentativi da parte di organizzazioni criminali. Proprio “a Torino sono emerse contraddizioni e tentativi di strumentalizzazione di una situazione di disperazione che esiste nel Paese”, osserva Bubbico.

Piero Fassino, pd sindaco di Torino che è stata l’epicentro della protesta, parla di “ribellismo che danneggia i cittadini”:

“Un fenomeno ribellistico che sta danneggiando i cittadini”. È durissimo Fassino con la protesta che ieri ha avuto il suo acme proprio nel capoluogo piemontese e che continua anche oggi. Di fronte a quanto è avvenuto “le ragioni della protesta spariscono, sono stati adottati metodi da guerriglia urbana” ha detto a Radio anch’io, ribadendo che “non è accettabile che si paralizzi la vita di una città” e bollando come “qualunquiste” le parole d’ordine dei manifestanti. Nella trasmissione Fassino ha avuto uno scontro diretto con il presidente del Movimento dei forconi Martino Morsello: a questi che parlava di una “protesta regolamentata” accusando tutta la classe politica degli ultimi 30 anni di aver distrutto il tessuto sociale del Paese e quindi di essere responsabile del “malessere generalizzato”, il sindaco ha replicato stizzito: “Lei sta dicendo un sacco di stupidaggini”. E ha concluso: “Questo movimento si sta comportando in maniera del tutto irresponsabile”.

Secondo Luigi Zanda, capo dei senatori pd, “Grillo vuole indebolire le basi della democrazia”

“È inutile che Beppe Grillo continui a scagliarsi contro le fondamenta della nostra democrazia costituzionale. La Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, tutte le Forze armate italiane hanno garantito settant’anni di vita democratica e continueranno a farlo con convinzione, lealtà e professionalità, senza farsi imbambolare dagli inviti sovversivi di chi non perde occasione per cercare di indebolire la nostra convivenza civile e pacifica. Il leader di un movimento politico presente in Parlamento con un cospicuo numero di rappresentanti non dovrebbe ogni giorno cercare di aizzare parti della società contro altre. Dovrebbe piuttosto prospettare soluzioni concrete ai problemi dei cittadini, presentare alle Camere misure e proposte per portare il Paese fuori dalla crisi, lavorare costruttivamente per chi si aspetta, anche da lui, di essere aiutato a migliorare le condizioni della propria vita”.

Danilo Leva, presidente della Commissione Giustizia del Pd, definisce Grillo “un cattivo maestro” e “criminali” le sue parole criminali:

“Grillo invoca un colpo di stato con parole incendiare ed eversive. Gioca solo allo sfascio: incitare alla rivolta è inaccettabile. Se pensa di coprire il vuoto di idee e di valori del suo partito cercando facile consenso, ha scelto la soluzione più lesiva per l’intero Paese. Di cattivi maestri ne abbiamo già avuti, con le tragiche conseguenze del caso. Giocare al tanto peggio tanto meglio è una scelta vigliacca e criminale, fatta esclusivamente sulla pelle delle persone. Si tratta di parole che richiedono una condanna netta e decisa da parte di tutte le forze politiche”.

Alessia Morani, responsabile Giustizia del Pd fresca di nomina di Matteo Renzi, parla di “Grillo eversivo” e promette: “Non gli consentiremo di incendiare il Paese”

“Grillo distilla quotidiano veleno contro le istituzioni adottando toni e contenuti apertamente eversivi. È stato abbondantemente superato ogni limite accettabile. È un gioco pericolosissimo che può avere conseguenze tragiche. Se Grillo ritiene che questa sia la strada per avere più consenso sappia di aver imboccato la strada sbagliata. Chi gioca col fuoco rischia di bruciarsi. Certo non gli consentiremo di incendiare il Paese. È stato abbondantemente superato ogni limite accettabile: se già erano gravi gli attacchi al Capo dello Stato, le liste di proscrizione di stampo fascista contro giornalisti e parlamentari, ora si arriva addirittura a fomentare rivolte di piazza incitando le forze dell’ordine a venire meno alle loro funzioni. È un gioco pericolosissimo che può avere conseguenze tragiche – avverte – Abbiamo ancora negli occhi quanto avvenuto pochi mesi fa quando uno squilibrato ferì due carabinieri di cui uno in maniera grave”.

Per parte loro, i sindacati della polizia si smarcano dalle strumentalizzazioni. Antonio Ciaramella, segretario generale del Siulp Piemonte, parla di “gesto storico” ma invita a “non strumentalizzarci”:

Un “gesto storico”, una “resa delle armi in onore di cittadini che protestano pacificamente”. Così Ciaramella commenta il gesto dei poliziotti che si sono tolti il casco di fronte ai manifestanti, ch invita però a non strumentalizzare le forze dell’ordine. “Troppo facile lanciare sirene o lusinghe troppo facile lanciare appelli ai poliziotti come stavolta e non insulti e pietre come sempre. Come sempre – insiste il segretario generale del Siulp Piemonte – noi saremo dalla parte della legalità e delle istituzioni repubblicane e rispetteremo i principi costituzionali della libertà di parola e di manifestare nel rispetto della legge. Come tutti i cittadini trarremo le conseguenze per una scelta più oculata dei nostri rappresentanti nelle sedi deputate e attraverso l’esercizio democratico e libero del voto, ma non saremo mai merce di scambio”.

Daniele Tissone, segretario generale del Silp per la Cgil, invita a non strumentalizzare e ricorda che i “poliziotti lavorano per la legalità e la libertà”:

“Non fa bene a nessuno strumentalizzare i singoli episodi e soprattutto non aiuta ad affrontare le questioni di ordine pubblico in maniera responsabile e civile nel rispetto delle libertà e dei diritti di tutti. Il Silp per la Cgil, prosegue il dirigente sindacale, “è sempre stato ed è assolutamente convinto che l’azione di polizia debba essere esercitata in modo da garantire l’agibilità democratica di chi manifesta, collocandola sempre nel rispetto della legalità e delle libertà di tutti i cittadini. Uno dei compiti più difficili nell’ambito delle manifestazioni è quello di garantire questo diritto a coloro che scendono in piazza in maniera pacifica isolando i violenti e i facinorosi che anche nella giornata di ieri hanno purtroppo agito aggredendo le forze dell’ordine. Questa attività della polizia è una attività molto importante e delicata. Proprio per questo da tempo il Silp per la Cgil rivendica maggiori risorse per l’esercizio di queste funzioni, nella consapevolezza che gli operatori di polizia sono anche essi lavoratori e come tali vanno tutelati a partire dai rinnovi contrattuali fermi ormai da cinque anni”.

Anche Lorena La Spina, segretario dell’associazione Funzionari di Polizia invita a non strumentalizzare il gesto degli agenti:

“Strumentalizzare il gesto dei poliziotti che, in una fase di calma ed in segno di distensione, tolgono il casco, rischia di innescare derive pericolosissime nella gestione delle manifestazioni di piazza. Nessuno è autorizzato ad interpretare un gesto di distensione, che è del resto frequente come forma di condivisione delle ragioni di una protesta, svoltasi anche con modalità incompatibili col nostro ordinamento giuridico”. Secondo La Spina, “la gestione dell’ordine pubblico rappresenta un elemento di straordinaria delicatezza e complessità nell’esercizio dell’attività di polizia. Nell’accostarsi a questa particolare e strategica funzione bisogna essere in grado di dimostrare il senso di responsabilità che essa merita. Nel corso delle manifestazioni i poliziotti sono infatti, prima di tutto, un elemento di garanzia della vita democratica del nostro Paese, essendo chiamati ad assicurare l’esercizio di diritti, a volte tra loro contrapposti, che hanno comunque rilevanza costituzionale”. Dunque, secondo l’associazione “non è così che i poliziotti mostrano la propria solidarietà ai cittadini, ma sempre e solo attraverso il corretto e responsabile esercizio delle proprie funzioni. La professionalità delle Forze dell’ordine si esprime, infatti, anche attraverso la capacità di governare la propria sfera emozionale nei momenti più critici, a vantaggio della collettività e dei diritti di tutti”.