Silvia Virgulti, M5S: “Sui migranti dobbiamo dare sfogo a rabbia e paura”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 luglio 2015 11:24 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2015 11:24
Silvia Virgulti, M5S: "Sui migranti dobbiamo dare sfogo a rabbia e paura"

Silvia Virgulti, M5S: “Sui migranti dobbiamo dare sfogo a rabbia e paura”

ROMA – Silvia Virgulti, M5S: “Sui migranti dobbiamo dare sfogo a rabbia e paura”. Come trattare in tv la questione dei migranti? Dimenticando ogni possibile risposta razionale fondata su ipotesi e presupposti plausibili, dando libero sfogo alla rabbia e alla paura, i sentimenti dominanti nel potenziale elettorato, assecondandolo. La pensa così, e ne teorizza la prassi comunicativa, Silvia Virgulti, personalità in rapidissima ascesa nel gruppo dirigente del Movimento 5 Stelle e consigliera ascoltatissima per la comunicazione al punto da guadagnarsi la reputazione di “zarina”.

Jacopo Jacoboni, attirato dalla spregiudicatezza e dal malcelato cinismo di questa comunicatrice politica quarantenne di Parma, ne fornisce un profilo aggiornato su La Stampa. Sentiamo prima quali sono le sue indicazioni ai suoi colleghi deputati per affrontare con efficacia il tema immigrazione.

L’argomento immigrazione suscita molte emozioni, tra cui in primis paura e rabbia. Per questo, in tv iniziare ad argomentare o spiegare trattati o proporre soluzioni più o meno realistiche è inutile, perché le persone sono in preda alle emozioni e sentono minacciate loro stessi e la loro famiglia; non si può pretendere che seguano un discorso puramente razionale […] Diamo sfogo a rabbia+paura.

[…] Questa storia di Ventimiglia può farci gioco per ritirare fuori il tema no euro e no Europa dei burocrati. Gli italiani si sentono soli, la Francia ci sta schiacciando, è l’evidenza che l’Ue non ci dà alcun supporto, sia in ambito economico, sia in ambito sociale, possiamo legarci il nostro referendum!” (Jacopo Jacoboni, La Stampa).

Virgulti, laurea in glottologia a Vienna, master in Bocconi (“ma se ne hanno pochissime tracce in giro”), è accreditata come molto influente e inserita nel giro professionale del co-fondatore Casaleggio al quale consiglierebbe le nomine da fare in ambito comunicazione. Che si è perfino potuta permettere di criticare apertamente dopo la battuta d’arresto delle Europee nel 2014, “Ci hanno danneggiato il cappellino di Casaleggio, e le uscite di Grillo sui palchi”. Le sue specialità sono la comunicazione motivazionale, qualsiasi cosa voglia dire, le tecniche di persuasione mediatica utilizzate anche dalle aziende.

Com’è entrata in contatto con la Casaleggio, che sembra averla in grandissima considerazione? Inizialmente, attraverso i due fratelli Pittarello, Filippo – che seguì la fase aurorale del blog – e Tommaso; e attraverso alcune amicizie comuni con i due fratelli, amicizie riconducibili al mondo dei trainer professionali e dei motivatori (la Pnl, la programmazione neurolinguistica, una tecnica per formare e motivare in campo manageriale, o anche politico).

Silvia non è una formatrice; ama e conosce quel mondo nella sua versione meno accademica e più underground. Regala a importanti deputati il libro di Bandler e Grinder (i fondatori della disciplina che insegnano, anche, controllo e tecniche di seduzione psicologica), La struttura della magia (pubblicato da Il giardino dei libri e sponsorizzato da Tze Tze, un sito legato al blog di Grillo). Il trait d’union con i Pittarello è un esperto di questa Pnl underground, Francesco Cirigliano, in arte «zio Hack». Un mondo che fa il verso al new age e al «movimento arcaico», ma che non impedisce a Cirigliano di guidare, curiosamente, un’agenzia di modelle (primamodella.org).  (Jacopo Jacoboni, La Stampa).