Berlusconi. Babù cugino di Dudù, Maria Rosaria Rossi: “Non più lato A ma Z”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 febbraio 2014 12:10 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2014 12:10
Berlusconi. Babù cugino di Dudù, Maria Rosaria Rossi: "Non più lato A ma Z"

Maria Rosaria Rossi

ROMA – La corte dei cani di Berlusconi si allarga e accanto a Dudù appare Babù, il cugino che ora appartiene a Maria Rosaria Rossi,  cui l’ha regalato la proprietaria di Dudù, Francesca Pascale, fidanzata ufficiale di Berlusconi.

Nel cerchio magico di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi ha fatto strada e il cagnolino conferma il nuovo status. Come ha scritto Alessandro Ferrucci sul Fatto Quotidiano, è passata da

“badante di Berlusconi a plenipotenziaria di Forza Italia, tanto da aver ottenuto giovedì 6 febbraio la nomina a capo dello staff della presidenza”.

Certo Dudù è Dudù, come osserva Alessandro Ferrucci:

“non è un semplice barboncino bianco, è un punto di riferimento. Canino. Sociale. Politico. Chi arriva ad accarezzarlo pensa di strofinare la Lampada magica dei desideri; chi ci gioca chiude gli occhi e sogna di far parte dell’undici nel Milan della Champions. Se poi scondinzola è fatta”.

Ma ora, in quel mondo, nota sempre Alessandro Ferrucci,

“in molti hanno pensato “è finita, nessuno potrà più raggiungerla”, quando Maria Rosaria Rossi ha ricevuto in dono il quadrupede imparentato”.

Lei invece, Maria Rosaria Rossi, senatrice, la butta in modestia:

“Ma no, sono solo cugini e non si assomigliano per niente il mio è un semplice barboncino, mentre Dudù è Dudù”.

A dispetto del low profile, il ruolo di Maria Rosaria Rossi è molto importante, quello di

“cuscinetto tra presunti falchi e presunte colombe“,

che la porta a

“stare tutto il giorno, tutti i giorni, vicino a Berlusconi. Organizzare gli appuntamenti. Gestire le telefonate. Il cellulare. Sì, pronto, sono tizio, vorrei parlare con il presidente. “Ora è occupato, le facciamo sapere”, la risposta sistematica delle segretarie da lei ben addestrate. Ma io sono io, insistono alla cornetta. “Sì, certo, ci mancherebbe, l’abbiamo messa in lista”. E poi niente, quindi giù maledizioni da ex fedelissimi, ex ministri, ex storici, ex prime linee, ex olgettine, uniti dalla medesima sorte, comanda la Rossi”.

Maria Rosaria Rossi insiste:

“Mi riconoscete un potere che non ho, ma non scherziamo. Il Presidente (dal tono di voce la ‘P’ è rigorosamente maiuscola) si gestisce in totale autonomia. Sono una stretta collaboratrice”, continua. Sarà. Intanto ha vinto lei, per ora, Maria Rosaria da Cinecittà, e lo sanno bene Daniela Santanchè e Denis Verdini. Da mesi ha mantenuto la linea politica degli ultimi anni: unire le forze alternative alla sinistra. Dentro a prescindere, obiettivo vincere. Quindi recuperare gli alfaniani, mantenere un contatto con la Lega, plaudire con sobrietà al rientro di Casini. Certo c’è il lodo Nunzia De Girolamo e la fatwa contro l’ex ministro lanciata da Francesca Pascale, ma anche in questo caso il tempo smorza”.

Altro elemento di forza:

 “la capacità di relazionarsi con la neo first lady e con la primogenita Marina. “Ribadisco: non ho tutto questo po-te-re!”, scandisce. Ora c’è anche Toti: “È un valore aggiunto, si confronta con serenità e tranquillità”. E Renzi premier? “Non credo accetterà la presidenza senza il voto popolare”. Chiaro il messaggio. Intanto chi la conosce la descrive come in grado di sedersi a cavalcioni sulla scrivania di Berlusconi”.

Non ama più, riferisce ancora Alessandro Ferrucci, che si parli del

“suo evidente lato A, un tempo considerato un punto di interesse: “Ancora con questa storia? Allora è meglio il mio lato B o lo Z”. Scusi, qual è lo zeta? “Problemi vostri se non lo conoscete”. Il tempo svelerà l’arcano”.