Berlusconi condannato: servizi sociali, ecco dove potrebbe andare

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 settembre 2013 15:09 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2013 19:00
Silvio Berlusconi (LaPresse)

Silvio Berlusconi (LaPresse)

ROMA – Il destino di Silvio Berlusconi è nelle mani del giudice di sorveglianza che dovrà decidere se far scontare la pena ai servizi sociali, ai domiciliari, oppure, ipotesi abbastanza remota, in carcere. I legali dell’ex premier negli ultimi giorni stanno chiedendo che il loro cliente venga affidato ai servizi sociali: ciò permetterebbe a Berlusconi di non perdere il contatto con gli elettori e avrebbe maggiore libertà di muoversi.

Un articolo pubblicato domenica 15 settembre da Libero ricostruisce tutti i luoghi annunciati in cui Berlusconi potrebbe passare il residuo di condanna da un anno:

“I luoghi in cui il Cav potrebbe scontare i servizi sociali sono tanti. Secondo La Repubblica le “mete preferite” sono le comunità di Don Gelmini. Poi ci sono quelle di Don Picchi, come il Ceis. C’è anche il San Raffaele che è a due passi da Segrate, sulla strada che da Arcore porta a Milano. Un’altra ipotesi vedrebbe il Cav seduto nell’ufficio del suo storico amico Don Verzè. Si vocifera anche di una casa di riposo “Antonio Dellaca’” a Mortara, alla quale era legata la zia di Berlusconi, suor Silviana. Ma qualunque sia la volontà del Cav, a decidere sarà sempre il magistrato di sorveglianza. Il giudice metterà comunque dei paletti alla libertà di Berlusconi”.

I vincoli a cui comunque dovrà attenersi Berlusconi sono rigidi

“All’atto dell’affidamento – prevede la legge – è redatto verbale in cui sono dettate le prescrizioni che il soggetto dovrà seguire in ordine ai suoi rapporti con il servizio sociale, alla dimora, alla libertà di locomozione, al divieto di frequentare determinati locali ed al lavoro”. Ma il magistrato potrebbe anche non accogliere le richieste di Berlusconi e spedirlo per esempio in un’associazione antimafia tra Milano e Roma, magari a Libera con Don Ciotti”.

Berlusconi potrebbe essere costretto a muoversi con i mezzi pubblici

“Altra questione da tenere d’occhio è quella degli “spostamenti”. Nel provvedimento che emetterà il giudice di sorveglianza potrebbe anche essereci il divieto di spostamenti in auto blu o privata. Insomma il magistrato potrebbe anche decidere di mandare il Cav ai servzi sociali imponendogli di spostarsi con i mezzi pubblici.”

L’affidamento ai servizi sociali però, a quanto pare potrebbe non essere scontato. Pesa, secondo Libero, il precedente di Callisto Tanzi

“Come Tanzi – Infine c’è un’altra ipotesi, la peggiore, che fa tremare Ghedini e Coppi. L’affidamento ai servizi sociali o ai domiciliari non è scontata. Il precedente di Callisto Tanzi parla chiaro: ben oltre i settant’anni, solo due anni più giovane di Berlusconi, resta in carcere, e senza nessun beneficio, e senza affidamento ai servizi sociali. L’ultima parola spetta al Tribunale di Milano e al magistrato di sorveglianza”.