Berlusconi: “No decadenza, Legge Severino non retroattiva”. Ricorso a Corte Ue

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 settembre 2013 17:53 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2013 18:06
Berlusconi: "No decadenza, Legge Severino non retroattiva". Ricorso a Corte Ue

Berlusconi in tribunale (foto Lapresse)

ROMA – Berlusconi e i suoi avvocati si giocano l’ultima carta a Strasburgo: la decadenza da senatore non può essere applicata in quanto la legge Severino non è retroattiva. Gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno depositato in Giunta il ricorso presentato alla Corte Europea contro la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore.

Per i legali di Berlusconi la legge Severino viola l’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo perché l’applicazione in tema di incandidabilità e decadenza del ricorrente “è contraria al divieto di retroattività delle sanzioni penali”.

Berlusconi ritiene che le norme in tema di incandidabilita’ e di decadenza del mandato parlamentare comporti la violazione dell’art. 7 Cedu( principio di legalita’ delle sanzioni penali), articolo 3 del protocollo alla cedu ( diritto a libere elezioni).

Nel caso di specie è stato violato l’art.13 della Cedu, che regola “il diritto a un ricorso effettivo”, in quanto “l’ordinamento italiano non prevede alcun rimedio interno accessibile ed effettivo per far valere i dedotti profili di incompatibilità con la Cedu”.

Giunta per le elezioni del Senato dovrà decidere sulla decadenza lunedì 9 settembre. Il ricorso a Strasburgo è contro la sentenza di condanna a 4 anni per frode fiscale, resa definitiva dalla Cassazione.

Con la deposizione del ricorso in Giunta, è chiara la linea difensiva di Ghedini e Coppi: nel ricorso si sosterrebbe che le norme al vaglio della Giunta, la Legge Severino, introdurrebbe sanzioni di tipo penale e che dunque non possono essere applicate in modo retroattivo.

Dopo il parere della Giunta, sarà il Senato a decidere se Berlusconi deve lasciare il suo scranno a Palazzo Madama oppure no.

Un articolo pubblicato su Repubblica il 7 settembre aveva inoltre ipotizzato che gli avvocati di Berlusconi vogliano ricorrere contro la condanna anche alla Corte d’appello di Brescia.

Secondo quanto ipotizzato dal quotidiano, i legali di Berlusconi avrebbero in mano delle prove che dimostrerebbero che Berlusconi non è “socio occulto” di Frank Agrama.