Berlusconi e il dubbio sulle dimissioni di massa: Se avessi fatto una cazzata?

di Gianluca Pace
Pubblicato il 27 settembre 2013 16:27 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2013 16:29
Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

ROMA – La faccia pubblica è una ed è quella dura: dimissioni di massa, sfida a Giorgio Napolitano. Ma secondo il Fatto Quotidiano esiste un Silvio Berlusconi diverso, tormentato e indeciso sul da farsi nel momento in cui il governo e il suo futuro politico sono appesi a un filo:

“Non è che abbiamo fatto una cazzata con queste dimissioni di massa?” Silvio Berlusconi, il Cav., a pranzo con Gianni Letta e Niccolò Ghedini, cerca rassicurazioni, conforto. Il comunicato di Napolitano, d’altronde, ha già rovinato l’umore di Berlusconi&Soci. E adesso? “Questi mi vogliono distruggere – continua a ripetere il Cav. –  non ha senso restare al governo anche se il Colle non ci manderà a votare con questa legge elettorale. Non c’è nulla da chiarire con Enrico Letta. Non dovrò illustrare io agli italiani i motivi di questa crisi”.

Intanto a Montecitorio Brunetta e Schifani raccolgono le firme, strappano fogli e adesioni dalle mani di parlamentari perplessi e preoccupati. L’esercito parlamentare del Pdl, passata l’euforia, adesso sono angosciati. E adesso? Ci dimettiamo veramente? Gaetano Quagliariello prende le distanze (“Le dimissioni non s’annunciano, si danno”), Daniela Santanchè glissa: “Le abbiamo date, forse non ha inteso”. I parlamentari, nervosi, camminano su e giù per le stanze del Parlamento: “Perché devo rifare tutta la campagna elettorale? La pensione? Il minore dei problemi. Conta di più la poltrona, la posizione di potere. Insomma come diceva Andreotti, il potere logora chi non ce l’ha”. E il dubbio ritorna, “Non è che abbiamo fatto una cazzata con queste dimissioni di massa?”