Berlusconi, Franco Coppi: “Domiciliari impraticabili, meglio servizi sociali”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 8:50 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2013 8:51
Berlusconi, Coppi: "Domiciliari impraticabili, meglio servizi sociali"

Silvio Berlusconi (Foto LaPresse)

ROMA – “Gli arresti domiciliari sono impraticabili per un leader, meglio i servizi sociali”. Franco Coppi, legale di Silvio Berlusconi, insiste perché il leader del Pdl chieda l’affidamento ai servizi sociali. Se infatti non sarà Berlusconi a farne richiesta, il 15 ottobre arriverà la notifica dei domiciliari. Da quel momento per Berlusconi sarà difficile mantenere i rapporti, perché durante la detenzione domiciliare ogni incontro, anche con i figli, deve avvenire previa autorizzazione e sarà limitato.

Se prima del 15 ottobre sarà votata in Senato la decadenza di Berlusconi, allora in quel giorno il leader del Pdl sarà preso in custodia dai carabinieri, identificato e riportato nella residenza per scontare l’anno di pena. Al contrario se sarà ancora senatore, l’arresto sarà messo al voto a Palazzo Madama. Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera spiega:

” Dopodiché, l’idea di un Berlusconi che esercita l’attività di leader politico dagli arresti domiciliari – preconizzata da qualcuno in questi giorni con viavai di politici in casa, telefonate continue, proclami televisivi e iniziative d’altro tipo – non sembra di semplice realizzazione. Tutt’altro. È stato ancora Coppi a illustrare la situazione all’incredulo condannato: da detenuto, anche per incontrare i suoi figli dovrà chiedere il permesso al giudice. Perché sono residenti altrove, e dunque potranno parlargli solo previa autorizzazione, in giorni predefiniti e per tempi limitati. Saranno interdetti i contatti con chiunque non abiti nella casa-prigione, a parte due avvocati di fiducia”.

I domiciliari sono dunque impraticabili, ma Berlusconi rimane restio a chiedere i servizi sociali, poiché identifica la richiesta con una forma di accettazione della condanna. Accettazione che gli consentirebbe di avviare l’iter per la richiesta della grazia, mentre a Milano la Corte d’Appello si prepara a rideterminare la pena accessoria di interdizione dai pubblici uffici come disposto dalla Cassazione:

“Indipendentemente dall’esito della procedura per la decadenza, l’interdizione – che arriverà tra poco più d’un mese, e si prevedono spazi molti stretti per un ulteriore ricorso di legittimità – riproporrà il tema dell’uscita di Berlusconi dal Senato. Legata anch’essa a un voto di ratifica che, considerati i rapporti di forza a Palazzo Madama, pare abbastanza scontato. Senza la grazia e senza immunità parlamentare, insomma, Berlusconi tornerà ad essere un condannato come gli altri. E un imputato e indagato come gli altri, nei procedimenti ancora aperti. Con tutti i rischi del caso: non solo gli ipotetici arresti preventivi, da più parti paventati, ma anche perquisizioni e possibilità di intercettazioni dirette”.