Berlusconi: “Nessuno dividerà Pdl. No a governicchi di traditori”

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 settembre 2013 19:26 | Ultimo aggiornamento: 29 settembre 2013 19:57
Berlusconi: "Nessuno dividerà Pdl. No a governicchi di traditori"

Berlusconi: “Nessuno dividerà Pdl. No a governicchi di traditori”

ROMA – Silvio Berlusconi, dopo aver dato lo strappo decisivo all’alleanza di governo col Pd e aver chiesto e ottenuto le dimissioni dei suoi ministri, si affretta a ricompattare i suoi: “Nessuno dividerà il Pdl e i moderati andranno uniti alle elezioni“. Berlusconi, in un’intervista a Studio Aperto, si rivolge a quanti tra i suoi uomini, pur obbedendo alla richiesta di dimissioni, hanno poi manifestato l’intenzione di smarcarsi da certe posizioni estremiste.

“Domani decideremo insieme la linea – ha assicurato il Cavaliere – sono assolutamente certo che nulla e nessuno ci dividerà e spero che alle prossime elezioni i moderati italiani sapranno restare uniti”. Il messaggio è rivolto ai ministri dissidentiGaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi che insieme ad Angelino Alfano hanno detto apertamente: “Se questa è la nuova Forza Italia, noi non aderiremo”.

Vedo che c’è preoccupazione” tra i militanti e i dirigenti del Pdl “ed è comprensibile”, ha detto Berlusconi: l’uscita dal governo “non è stata una scelta facile o a cuor leggero. Ho avuto ore di incontri e discussioni e alla fine ho preso una decisione assolutamente necessaria”. Ma il Cavaliere avverte di “non farsi ingannare” dalle “maliziose ricostruzioni”: di fronte all’aumento dell’Iva “non esistono falchi o colombe, non c’era altra possibilità: ho chiesto ai nostri ministri di non essere complici del misfatto”.

E ribadisce di aver aperto la crisi di governo in nome dell’Iva. Letta e il Pd, per “rappresaglia verso i moderati”, hanno deciso di “far pagare ai cittadini l’aumento delle tasse”. Poi conferma di essere pronto a votare “il blocco dell’aumento dell’Iva e la cancellazione definitiva dell’Imu”. Ma aggiunge: “Sono convinto che se ancora vogliamo considerarci una democrazia la parola deve tornare ai cittadini”.

“Se Monti, Casini e Giannino non li avessero divisi, i moderati avrebbero vinto le ultime elezioni”, afferma Berlusconi. Ma l’area centrista sembra essere già tornata alla carica, da Casini a Cesa fino al ministro Mario Mauro, per convincere “gli amici del Pdl” a mollare Berlusconi a un destino estremista alla Le Pen.

Così come pure nel Pd, i vari Violante, Cuperlo, Fassina e Franceschini, lanciano appelli ai moderati di Forza Italia per sostenere un nuovo governo di “Piccole Intese”.