Berlusconi in ospedale, a rischio la campagna per le europee

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2019 9:55 | Ultimo aggiornamento: 17 Aprile 2019 9:55
Berlusconi in ospedale, a rischio la campagna per le europee

Berlusconi in ospedale, a rischio la campagna per le europee (Foto Ansa)

MILANO – Silvio Berlusconi è stato ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano domenica 14 aprile per dei controlli dopo essersi sentito poco bene. Ne dà notizia Il Messaggero, secondo cui sarebbe già stato dimesso e sarebbe tornato a casa dalla compagna Francesca Pascale.

Il timore dentro Forza Italia è però che adesso Berlusconi non possa fare campagna elettorale e che il partito non raggiunga nemmeno il 10% necessario per la sopravvivenza. 

Alla vigilia della presentazione delle liste per le elezioni europee del 26 maggio è scoppiata la polemica per la candidatura di Mara Carfagna nella circoscrizione sud. Su invito dei deputati meridionali Roberto Occhiuto e Paolo Russo, la vicepresidente della Camera si dice disponibile a presentarsi. Una sorta di discesa in campo che provoca la durissima reazione dei vertici del partito convinti che tale decisione sia un golpe contro il partito.

Questa candidatura – protesta un big del partito azzurro – rappresenta un blitz per tentare di rottamare Berlusconi e sfilargli il partito a 24 ore dalla consegna in Corte d’Appello delle liste che sono state già compilate.

Pacata ma ferma la replica dell’ex ministro secondo cui chi parla di golpe, invece di rispondere nel merito, vuole solo alzare polvere. E’ una semplice disponibilità – riferisce chi le ha parlato – perché poi è il partito che decide.

Uno scontro frontale, durissimo, che si spiega solo nel contesto più ampio di un clima di fortissima contrapposizione interna tra le varie anime del partito, in particolare tra chi vorrebbe aprirsi alla Lega e chi invece crede in un partito moderato. Complici forse anche le voci, tutte puntualmente smentite, di un peggioramento delle condizioni di salute dell’ex premier.

Così all’interno di FI si è riacutizzata la lotta per la successione e soprattutto lo scontro eterno tra chi, come il governatore della Liguria Giovanni Toti, punta a un dialogo più stretto con la Lega e chi, come Carfagna e Maria Stella Gelmini, teorizza un partito fortemente collocato al centro. (Fonti: Il Messaggero, Ansa)