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Berlusconi rilancia Paolo Del Debbio: “E’ il nostro Trump”

Berlusconi rilancia Paolo Del Debbio: "E' il nostro Trump"

Berlusconi rilancia Paolo Del Debbio: “E’ il nostro Trump”

ROMA –  Silvio Berlusconi torna a “corteggiare” Paolo Del Debbio ipotizzando per lui un futuro in politica magari alla guida delle coalizione di centrodestra. Approfittando della trasmissione condotta proprio dal giornalista, l’ex premier torna alla carica dicendo di “essersi fissato” con il suo nome. Per l’ex premier l’eventuale ascesa del giornalista può essere paragonata a quella di Donald Trump: “Lui ha vinto spiega l’ex capo dl governo “anche per il fatto che è stato per 14 anni in televisione. Allora mi sono fatto una domanda: perché anche noi nella ricerca di un leader non guardiamo ai personaggi che sono in televisione da tanto tempo?”.

Più che una considerazione quella dell’ex premier, che aveva pensato a Del Debbio anche come possibile candidato per il Comune di Milano, sembra una richiesta non tanto velata a prendere in considerazione l’idea: “Ci rifletta”, ha detto infine l’ex premier che appare intenzionato a riprendere la questione dopo il 5 dicembre.

L’idea di far ‘scendere in campo’ Del Debbio tra l’altro rappresenta per l’ex capo del governo anche la garanzia di avere un suo uomo di fiducia alla guida capace di poter giocarsi la leadership anche con altri competitor (Matteo Salvini e Giorgia Meloni) forte della sua popolarità.

Che l’argomento dovrà essere affrontato nel breve periodo d’altronde non è un mistero anche perché sia Lega che Fratelli d’Italia reclamano a gran voce le primarie per scegliere il futuro leader. Il nodo della guida della coalizione così come la composizione stessa della futura alleanza sono due nodi che verranno affrontati nell’immediato soprattutto se il responso delle urne consegnerà la vittoria al no.

Fino a domenica però l’attenzione di Berlusconi e degli altri leader del centrodestra è tutta per il rush finale della campagna referendaria: “Dopo la vittoria del No, che ritengo sicura, dovrebbero sedersi attorno a un tavolo tutte le forze responsabili per una nuova e diversa riforma”.

La priorità, spiega il leader di Forza Italia, è la modifica della legge elettorale per evitare “risultati contrari alla democrazia”. Non manca una frecciata a l’eterno avversario Romano Prodi che ha ufficializzato il suo sì alla riforma: “Su Prodi non so trovare una definizione più bella della ‘Iena’ su La Stampa: “Prodi è un genio, spiega le ragioni del suo Sì dando ragione al No”. Fa impressione che Prodi, che faceva il ministro già negli anni ’70 con il governo Andreotti, diventi sponsor di una riforma che secondo Renzi serve a battere la casta e l’immobilismo”.

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