Berlusconi scherza al telefono: “Pronto, non sento. A San Vittore prende male”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 11:44 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2013 11:45
Berlusconi scherza al telefono: "Pronto, non sento. A San Vittore prende male"

Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

ROMA – “Pronto, pronto, non sento, ripetimi per cortesia… Scusa, ma qui a San Vittore le linee sono molto disturbate…”: Silvio Berlusconi non perde il senso dell’umorismo nemmeno sull’orlo dell’arresto. Scrive Ugo Magri sulla Stampa che da giorni andrebbe ripetendo questa barzelletta ad alcuni colleghi e amici che lo chiamano per esprimergli vicinanza e compassione. Lui la butta sul ridere. Anche se l’umore, assicura Magri, è pessimo.

 “Incavolato come una pantera”, secondo chi l’ha sentito a notte fonda. “Amareggiato”, nella versione ufficiale di Bonaiuti. Però quantomeno con i suoi il Cavaliere ci tiene a mostrarsi impavido, perfino un po’ “ganassa” come direbbero in Brianza. È arrivato alla conclusione che, salvo miracoli cui non crede più, la trattativa con il Pd è finita, e finita male. Tempo pochi giorni lo sbatteranno fuori del Senato. Ma non è solo quello. C’è dell’altro: la Corte d’Appello di Milano procede “come una Formula uno”, ironizza la Santanché, e il 19 ottobre dichiarerà Berlusconi interdetto dai pubblici uffici. Come se non bastasse, giù dal Colle è rimbalzata fino ad Arcore la voce secondo cui l’eventuale provvedimento di grazia non si trasformerebbe comunque in un colpo di spugna, cancellando la pena principale e pure quelle accessorie (decadenza, interdizione, incandidabilità). Per cui, di tutte le ragioni che l’avevano indotto negli ultimi giorni a mostrarsi attendista, forse addirittura disponibile a un passo indietro dalla politica, non ne è rimasta in piedi una soltanto. Conclusione ribadita a tutti: “Venderò cara la pelle”.