Berlusconi desaparecido: 71 giorni di silenzio, diserta i giovani di Atreju

Pubblicato il 14 settembre 2012 16:11 | Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2012 19:31

ROMA – L’annuale appuntamento di Atreju, kermesse politica dei giovani di centrodestra, era fino allo scorso anno il palcoscenico usato da Berlusconi per lanciare il programma politico autunnale. Fino allo scorso anno, però. Quest’anno ha ufficialmente disdetto la sua presenza, e questa assenza non fa altro che sommarsi a una lunga distanza da piazze e pubblici agoni che secondo i ben informati dura da ormai 71 giorni.

Il Berlusconi di fine estate è un Berlusconi desaparecido. Dopo la promessa di ricandidarsi, che è sembrata però una boutade estiva, si è chiuso in meditazione. Che sia una necessità o una mossa studiata, sembra chiaro che Berlusconi abbia preferito farsi da parte in attesa di capire quale scenario politico si formi alla vigilia delle politiche 2013. Potrebbe anche aver accolto l’appello di Giuliano Ferrara: sparire in attesa che il centrosinistra si disgreghi da solo, cosa che sta in parte accadendo, portando automaticamente vantaggi in termini di gradimento al centrodestra.

Silenzio e lontananza, anche. Berlusconi è appena tornato da una vacanza a Malindi, in Kenya, nel resort di Flavio Briatore. Per ora non raccoglie l’appello dei tanti che nel partito gli chiedono una ricandidatura ufficiale, da Daniela Santanchè a Maurizio Gasparri, fino alla fedele Michaela Biancofiore che non più tardi di venerdì su Repubblica dichiarava che per lei Silvio “è come se fosse ancora premier”.

Dopo ore di speculazioni Berlusconi emerge dal silenzio e si diletta, su Facebook, in citazioni bibliche: ”Sta scritto nella Bibbia che c’è un tempo per parlare e un tempo per riflettere. Forse oggi, di fronte a tanta confusione, è meglio riflettere. I giovani di Atreju lo capiranno. Per questo li saluto con affetto, dando loro un altro appuntamento. Un abbraccio a Giorgia e a presto!”.

Ignazio La Russa sostiene che sia tutto parte di una strategia voluta: “E’ comprensibile la sua scelta, anche se c’è un po’ di delusione, ma è una scelta strategica perché vuole verificare alcune incognite che sono ancora largamente presenti nella politica italiana prima di annunciare le sue decisioni politiche, di partito e anche personali”. Antonio Leone, esponente del Pdl e vicepresidente della Camera, aggiunge: “Non c’è nessun mistero sul silenzio di Berlusconi, ma piuttosto bisognerebbe apprezzare il senso di responsabilità di un leader che come tale, nel più stretto riserbo, tiene conto di quelli che possono essere gli sviluppi della situazione politica, primo fra tutti la nuova legge elettorale”, afferma.