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Berlusconi show a Cagliari: “Forza Italia, non rottamo. Io e Toti non siamo gay”

 Berlusconi show a Cagliari: "FI, non rottamo. Io e Toti non siamo due gay"

Silvio Berlusconi e Ugo Cappellacci

CAGLIARI – “Sui giornali leggo solo stupidaggini, su maretta o non maretta e su rottamazione in Forza Italia“. A Cagliari, alla convention elettorale a sostegno del candidato governatore del centrodestra, Ugo Cappellacci, va in onda il Berlusconi show. Battute con le ragazze sedute in prima fila e pure su Giovanni Toti, volto nuovo di Forza Italia: “Non siamo due gay”.

“Un mio amico, che si chiama Giovanni Toti, che da anni lavorava in Mediaset e che ha rinunciato ad uno stipendio altissimo, come tutti quelli di Mediaset, è venuto per amor mio, ma non siamo due gay…”, ha detto scherzando l’ex premier.

Poi precisa: “Non vogliamo rottamare nessuno perché se c’è qualcuno che in 50 anni e oltre della sua carriera come imprenditore e uomo delle istituzioni, e che ha avuto totale rispetto di tutti e totale vicinanza con i collaboratori e amici, questo signore si chiama come mi chiamo io”.

Sul palco accanto a Cappellacci Berlusconi appare in ottima forma e scherza sulle foto recenti che lo ritraggono senza trucco e più invecchiato. “Ho chiesto alle ragazze di Forza Silvio di venirmi a mettere le mani addosso, sulla mia faccia, perché ho chiesto a un signore di fotografarmi e di rappresentarmi come sarò a 90 anni, e invece hanno pubblicato quelle foto come se fossero di oggi. Qualche ruga c’è  ma i miei 80 anni li porto bene…”.

Cappellacci d’ora in poi chiamatelo Franco, io lo chiamo così perché mi rompe le scatole tutti i giorni con la zona franca”, ha continuato a scherzare. “Ricordo ancora l’inizio della campagna elettorale 5 anni fa, proprio qui alla Fiera, che ci aveva portato alla vittoria” ha aggiunto.

La Libia è una Santa Barbara. “Di cose in 20 anni ne abbiamo fatte tantissime – ha detto Berlusconi – ed eravamo anche riusciti ad avere un rapporto fantastico con gli Stati africani che si affacciano sul Mediterraneo, poi ci sono state le decisioni assunte da altri Paesi. Ora ho resoconti sulla Libia: è una santabarbara, possono partire con una rivoluzione ed è una mina sul Medio Oriente”.

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