Decadenza Berlusconi, Giunta non vota: tregua armata Pd-Pdl. Discussione giovedì

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2013 19:48 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 0:29

berlusconiROMA – “Il Pdl fa slittare il voto. Solita melina berlusconiana per salvare un condannato a quattro anni”. Lo scrivono su Twitter i senatori del M5S riferendo i lavori della Giunta del Senato sulla decadenza di Berlusconi. Di fatto la Giunta ha evitato il voto e Berlusconi resterà senatore. Almeno per il momento. E’ questa la richiesta con cui a tarda serata il relatore Pdl Andrea Augello ha concluso la seconda giornata di lavori in Giunta. Che si traduce in un rinvio del voto, a dopo la discussione generale.

La discussione generale è stata aggiornata a giovedì prossimo alle ore 15.  “Il relatore Augello ha ritirato le pregiudiziali e si è deciso all’unanimità di cominciare la discussione generale sulla relazione di Augello. La sua proposta è stata quella di convalidare l’elezione di Berlusconi”, ha confermato la vicepresidente della Giunta dell’Immunità del Senato Stefania Pezzopane (Pd).

Per il presidente della Giunta, Dario Stefano (Sel), ”Il ritiro delle pregiudiziali e la proposta del relatore ai sensi dell’articolo 10 del regolamento ci ha consentito di riportare la procedura all’interno della questione principale avviando definitivamente la discussione generale che è preludio al voto sulla proposta del relatore che è stata una proposta di convalida. E’ importante che si sia arrivati a questo all’unanimità”.

L’ipotesi di un rinvio era già circolata nelle ore precedenti quando si era parlato di derubricare le tre questioni pregiudiziali a semplici “preliminari”. Un ritocco formale che però è servito a rimandare il voto dando così più tempo ai commissari di esprimersi in Giunta. Venti minuti a testa, contro i 10 concessi con la tempistica prevista quando si discutono le questioni pregiudiziali.

Questo configura una tregua armata tra Pd e Pdl, che consente di mantenere in vita la strana maggioranza. A quanto pare il Pdl ha voluto evitare un voto, quello sulle 3 pregiudiziali, che comunque sarebbe stato ”politico” e che avrebbe avuto alla fine lo stesso effetto del voto sulla relazione. Per questo, e con l’appoggio del Pd, le questioni pregiudiziali sono state derubricate a preliminari. E il Movimento 5 Stelle è partito subito all’attacco: “Il Pd poteva chiudere la partita bocciando le pregiudiziali o accogliere la richiesta M5S di sostituire il relatore”.

Altro indizio di un rinvio del voto. Il Pd Felice Casson aveva detto: “Aspettiamo che il relatore depositi la relazione e poi si deciderà di discutere e valuteremo se questa sera stessa potrà esserci il voto”. Ora si attendono tempi lunghissimi:  “La discussione generale inizierà nei prossimi giorni – avvertono i senatori a Cinque Stelle – Sul calendario sarà battaglia”.

Il Pdl per tutto il giorno ha girato la questione: se si vota contro Berlusconi, sarà tutta del Pd la responsabilità della crisi di governo. Lo hanno detto in coro i “duri” del partito, Renato Brunetta in prima linea, ma anche “la colomba” Angelino Alfano, poco avvezzo a toni ultimativi non solo per natura ma anche per ruolo, dal momento che è segretario Pdl e vice di Enrico Letta al governo.

Prendere tempo e rinviare. Il Pdl ci ha provato anche con una quarta pregiudiziale, molto tecnica, proposta da Lucio Malan: “La decadenza è afflittiva tanto quanto il carcere. Inoltre ricordo un precedente per cui l’Italia trattando amministrativamente una pena ritenuta invece penale dalla Corte Ue, è stata condannata ad una severissima penale. L’altro punto di rilievo – precisa Malan – è che sussiste un contrasto tra l’incandidabilità per 6 anni con l’art.27 della Costituzione, secondo cui la pena deve mirare alla rieducazione del reo, senza porre il marchio dell’infamia”.

Ma che nelle ultime ore si sia avviata una trattativa dalle parti lo suggerisce anche il fatto che la riunione tra i gruppi Pdl e e Berlusconi, prevista mercoledì, è stata cancellata. Un ulteriore segnale: Giorgio Napolitano ha, seppur cautamente, suggerito un’intesa: “Se noi non teniamo fermi e consolidiamo questi pilastri della nostra convivenza nazionale tutto è a rischio, tutto può essere a rischio”.

Tutti indizi che lasciavano presagire che non sarebbe stata una serata di voto in Giunta. Già, ma allora quando si vota? Probabilmente quando Augello presenterà la sua relazione. Politicamente, sembra che il Pd non se la senta di arrivare a una crisi di governo già ora. E non è escluso che la convergenza Pd-Pdl sia quella di temporeggiare, magari in attesa della nuova sentenza della Corte d’Appello di Milano che il 19 ottobre dovrà ricomputare l’interdizione di Berlusconi. A quel punto non sarà totale responsabilità della Giunta, e quindi della politica, l’uscita di scena di Berlusconi. Ancora una volta, sarebbe “colpa dei giudici”.