Fi, Berlusconi si arrende ai vecchi: “Coordinatore unico? Mai detto…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 13:06 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 13:24
Fi, Berlusconi cerca mediazione: "No coordinatore unico, servono forze nuove"

Fi, Berlusconi cerca mediazione: “No coordinatore unico, servono forze nuove” (Foto LaPresse)

ROMA – “Non c’è mai stata alcuna intenzione di procedere alla nomina di un Coordinatore Unico“, ha detto Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, che sembra essersi arreso ai “vecchi” pur cercando di aprire il partito a forze nuove.

Servono forze nuove“, dice Berlusconi spiegando che “non dobbiamo avere timore di aprire le porte del nostro Movimento alle risorse nuove che si affacciano, e che vogliono dare il loro contributo al nostro rilancio”.

Le parole di Berlusconi che arrivano il mattino del 14 gennaio sembrano una pronta replica alla richiesta di Raffaele Fitto di non nominare Giovanni Toti a capo di Forza Italia, che per Fitto sarebbe una “umiliazione” per tutta la classe dirigente del partito.

Berlusconi ha dichiarato: “Non c’è mai stata alcuna intenzione di procedere alla nomina di un Coordinatore Unico di Forza Italia, figura peraltro non prevista dallo Statuto del nostro Movimento. C’è invece l’intento di rilanciare Forza Italia, dotandoci di una nuova organizzazione e valorizzando tutta la classe dirigente che in questi anni, e particolarmente negli ultimi mesi, ha dimostrato di saper condurre straordinarie battaglie politiche, affiancandomi nelle fasi più drammatiche della vita politico-istituzionale del Paese”.

Il leader di Forza Italia ha spiegato: “Non dobbiamo perciò avere timore di aprire le porte del nostro Movimento alle risorse nuove che si affacciano, e che vogliono dare il loro contributo al nostro rilancio in un momento di grande trasformazione della politica italiana. Le nostre vittorie del futuro, come quelle del passato  risiederanno proprio nella capacità di Forza Italia di rimanere un movimento aperto, determinato a riportare il centrodestra al governo del Paese”.

Berlusconi sembra così rispondere ai timori di Fitto sulla eventuale nomina di Toti come coordinatore di Fi, che in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato:

“Non cerco strapuntini, non parlo per ragioni personali, non sono interessato a nessun incarico. E, qualunque sarà la scelta di Berlusconi, non me ne andrò dal partito e continuerò a combattere a fianco a lui”.

Per Fitto sarebbe:

“un errore politico grave” quello di “mortificare un intero gruppo dirigente, di issare alla testa del movimento un giornalista certamente perbene, certamente capace, verso il quale non nutro sentimento diverso dalla stima, ma che credo debba quantomeno dimostrare quale contributo possa dare a FI”.

E anche il puntare ai giovani, ha detto Fitto al Corriere della Sera, non sia un imitare Renzi ma piuttosto un puntare sui contenuti:

“Non si insegua Renzi sul terreno del giovanilismo, ma dei contenuti. Sul territorio abbiamo una valanga di bravi amministratori, sindaci, consiglieri regionali, gente capace ed onesta. E anche a livello nazionale i nostri parlamentari andrebbero conosciuti, valorizzati e incoraggiati. So che in tanti la pensano come me e mi auguro che anche altri, ora, sostengano in pubblico quello che dicono in privato”.

Se Fitto lancia il suo appello, ricevendo quella che appare come una veloce replica dal leader di Fi, a ribadire l’autonomia di scelta di Berlusconi è Micaela Biancofiore:

“In pubblico dico esattamente quello che ho sempre detto in privato, anche a Fitto: Berlusconi è l’ideatore, il fondatore, il presidente di Forza Italia, è colui che ha il consenso degli elettori e, non in ultimo, colui che finanzia il movimento. Deve essere lasciato libero di scegliersi i dirigenti che desidera e dar seguito alle sue intuizioni che si sono rivelate spesso e volentieri felici”.