Pdl, 42 dipendenti in cassa integrazione: Lorena Vinzi scrive a Berlusconi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2014 9:25 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2014 9:25
Pdl, 42 dipendenti in cassa integrazione: Lorena Vinzi scrive a Berlusconi

Silvio Berlusconi (Foto LaPresse)

ROMA – Sono 42 i dipendenti del Pdl, un partito che ufficialmente non esiste più, che saranno messi in cassa integrazione a partire dal 2 ottobre. E così Lorena Vinzi, laureata che da circa 30 anni lavora nei partiti del centrodestra, prima con An e poi col Pdl, scrive a Silvio Berlusconi.

Diodato Pirone sul Messaggero scrive:

“un anno di cassaintegrazione con stipendio a 900/1000 euro al mese e poi il buio. Per questo ieri Lorena ha preso carta e penna e ha scritto una lunga lettera a Silvio Berlusconi per chiedergli perché”.

Nella lunga lettera che la Vinzi scrive a Berlusconi, lettera pubblicata per intero dal Messaggero, la donna chiede::

“Perché un uomo come Lei che non ha mai licenziato nessuno invece di tagliare gli stipendi della classe dirigente del suo partito preferisce mettere per strada 42 famiglie di cui parecchie monoreddito”.

E aggiunge:

“Constato che un’ottantina dei dipendenti del Pdl sono passati a Forza Italia. Fuori siamo rimasti noi, una decina di provenienza An e poi una trentina di persone che lavoravano con l’attuale leader di Ncd Angelino Alfano quando era segretario del Pdl. Ho come l’impressione che abbiano tirato una riga sulle persone senza fare alcuna valutazione professionale”.

Ignazio Abbrignani, dirigente del partito Forza Italia, ha commentato:

“Massima comprensione per i 42 e nessuna volontà punitiva. Ma il finanziamento pubblico è stato tagliato e la nuova legge impedisce a Berlusconi di intervenire a ripianare i debiti. E’ inevitabile prendere un po’ di tempo in attesa di trovare una soluzione”.

Ecco il testo integrale della lettera pubblicata dal Messaggero:

“Caro Presidente, beh, il caro oggi mi sa un po’ ipocrita, ma sa, penso ancora che Lei sia una persona che potrebbe avere dei sentimenti nei confronti di persone che per Lei, per il Partito che presiede, hanno dato il sangue per anni, partendo dal lontano 1994, anno in cui Forza Italia vinse le elezioni insieme ad Alleanza Nazionale.

Io vengo da Alleanza Nazionale e ne vado fiera, ho lavorato con un grande uomo, Giorgio Almirante, che mi portò con sé da Le Pen, nel lontano 1984; avevo solo 22 anni. Ho conosciuto grandi uomini e anche meno grandi, ma un’azione simile in 30 anni di lavoro e di dedizione politica non l’ho mai vista fare a nessuno.

Ci tengo a dire dedizione politica perché la sottoscritta è una ex consigliera di Municipio, (l’ex VII), eletta per la prima volta nel 1993 con la lista MSI-DN scelta di cui ancora oggi vado orgogliosa; eletta per 5 consigliature consecutive, acquisendo sempre maggiori consensi e restando sempre l’unica donna eletta del centro destra fino a diventare Capogruppo del PDL. Un motivo ci sarà se dieci uomini decisero di votarmi come Capogruppo; non crede? E sicuramente motivi di merito e non estetici.

Nel 2008 ho portato al PDL 700 voti, non voti presi ai Parioli o alla Collina Fleming dove la destra regna da sempre, voti conquistati e meritati in un territorio di estrema sinistra dove riuscire a prendere un consenso con una lista come la nostra è estremamente difficile. Anni di lotte per difendere le nostre idee, per difendere anche molti errori, ma sempre con lo spirito di squadra…della serie i panni sporchi si lavano in famiglia, ma fuori no, fuori vanno difesi tutti i nostri politici, tutte le nostre idee, tutte le nostre iniziative.

Oggi credo di non aver capito nulla perché se io che lavoravo nella direzione del PDL come gli altri colleghi, ho appreso del nostro licenziamento soltanto dai giornali e soltanto dopo qualche giorno in cui era stato deciso, rimango esterefatta da quanto accaduto, mi chiedo come possano gli italiani dare ancora credito a persone che parlano di famiglia, di diritti dei lavoratori, di pensioni alle casalinghe, di sociale se Lei, caro Presidente, non si è curato neanche di andare a controllare i profili di ogni dipendente che ha letteralmente fatto depennare da una lista come se fosse soltanto una matricola.

Per quanto mi riguarda, e parlo per me perché non mi permetterei di parlare degli affari personali dei miei colleghi, vorrei dirLe che non solo ha licenziato una donna di 52 anni, età avanzata per rientrare nel mondo del lavoro dopo 30 anni di referenze politiche di destra, ma vorrei aggiungere che questa donna è divorziata, con due figli maggiorenni, ma non ancora autonomi economicamente, con un affitto da pagare e con nessun’altra forma di sostentamento economico.

Ancora avrà il coraggio di parlare di famiglia? Perché se così sarà Lei è anche una persona coraggiosa. Lei che si è sempre vantato di non aver mai licenziato nessuno, di non aver mai mandato i Suoi impiegati in Cassa Integrazione, di non aver mai subito scioperi da parte del Suo personale…perché ora non riesce a mantenere il posto di lavoro a pochissime persone per le quali lo stipendio è vita? Aggiungo l’enorme imbarazzo nel quale Lei, Presidente, mi ha gettata.

Dopo averLa sostenuta per un buon terzo della mia militanza politica oggi non sono più nelle condizioni di difenderLa come ho fatto per anni. Ci ha buttato letteralmente in mezzo ad una strada. Non sono venuti meno i convincimenti ideologici, quelli li avevo e li avrò sempre, ma come posso mantenere quella stima che avevo per Lei? Non so se è a conoscenza diretta di quanto Le sto comunicando, né se ciò sfiorerà un po’ la Sua coscienza, che pure, in tante occasioni, l’ha indotta ad aiutare molti che sicuramente hanno dato meno al Suo partito (e che al momento opportuno Le hanno anche voltato le spalle… Le debbo fare la lista?), ma mi consenta lo sfogo perché se vogliamo essere sinceri sa cosa ci è stato fatto signor Presidente, da Lei o chi per Lei?

Ci è stata emessa una condanna e si è deciso di dar fine alla vita di 40 persone perché a nessuno interesserà della nostra situazione, il nostro caso non farà audience per il semplice fatto che è un taglio politico ma la gente non sa che a pagare non sono i politici stipendiati più che profumatamente, ma 40 semplici famiglie con un reddito che bastava loro a vivere dignitosamente senza potersi permettere qualcosa in più. Lei (?) ci ha tolto anche questo. Grazie per le parole che ho sentito pronunciare da Lei per anni; ci avevo creduto cosi come ci hanno creduto gli italiani, ma le parole se le porta via il vento e la ventata che è passata nel PDL ha colpito soltanto le famiglie, la maggior parte monoreddito, non certo la classe politica che per una buona parte meriterebbe di andare a casa. Tanto le dovevo.

Dott.ssa Lorena Vinzi”