Pdl, i sindaci rimasti a Berlusconi: Catanzaro, Campobasso, Prato, Aosta…

Pubblicato il 11 Giugno 2013 10:34 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 10:38
Pdl, i sindaci a rimasti a Berlusconi: Catanzaro, Campobasso, Prato, Aosta...

Gianni Alemanno dopo la sconfitta (foto Ansa)

ROMA – Sindaci Pdl col lumicino: a Berlusconi rimangono solo Catanzaro, Campobasso, Aosta e la “metropoli”…Prato. Sì, è la città toscana il comune più popoloso governato dal Pdl. Stiamo parlando ovviamente di capoluoghi di provincia. La sconfitta di Alemanno a Roma (ma anche la perdita di Brescia e Treviso) è difficile da digerire

Prato è la diciottesima città d’Italia, come ricorda anche Ugo Magri su La Stampa, per numero di abitanti. Le 17 che la precedono sono tutte “a sinistra” tranne Verona (comunque governata dal leghista Flavio Tosi). Ma il fenomeno è ben più esteso: il centrosinistra è a capo in 91 dei 118 capoluoghi di provincia.

Magri ricostruisce i tempi in cui Berlusconi riusciva a espugnare i “feudi rossi” e a fare cappotto nelle regioni “amiche”: in Emilia, nientemeno che Bologna insieme con le «ducali» Parma e Piacenza. In Toscana, s’era arresa Arezzo al pari di Lucca e di Massa. Forza Italia (quando si chiamava ancora così) aveva preso saldo controllo di Verona, Vicenza e Padova. Non temeva rivali in Sicilia, dove nel 2001 realizzò il celebre en plein (61 a zero), per non parlare della Puglia, di Bari, di Lecce.