Videomessaggio Berlusconi: “Con me contro le tasse e la via giudiziaria al socialismo”

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 18 settembre 2013 18:42 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 20:47
Berlusconi: "Con me contro le tasse e la via giudiziaria al socialismo"

Berlusconi: “Con me contro le tasse e la via giudiziaria al socialismo”

ROMA – “Parliamoci con sincerità, come si fa in famiglia… lo sappiamo che siamo in una crisi economica tremenda: ci vuole meno Stato, meno spesa, meno tasse, la via del liberalismo che ha sempre portato successo dove è stata praticata. Con me il liberalismo, con la sinistra la patrimoniale e le tasse”.

Si capisce subito, nei primi passaggi del videomessaggio di Silvio Berlusconi (guarda video e leggi il testo integrale), dalla durata totale di 16 minuti, trasmesso in diretta da Rainews e Sky alle 18, che il governo non cadrà. Lo si capisce perché il discorso del leader del centrodestra parte dalla crisi economica, dalla situazione difficile dalla quale si esce solo percorrendo “la strada del liberalismo”.

I ministri del Pdl nel governo di larghe intese sono riusciti a togliere l’Imu e soprattutto ad arginare la sinistra, “che vuole solo tasse e patrimoniale”.

Dalle riforme di cui l’Italia avrebbe bisogno e che Berlusconi non è riuscito a fare perché “gli elettori non ci hanno mai consegnato una maggioranza vera” e perché quando è andato al governo è sempre stato “ostaggio dei piccoli partiti”, si passa con un salto non del tutto congruo alla riforma della giustizia.

“Siamo diventati il Paese in cui non vi è la certezza del diritto… siamo diventati una democrazia dimezzata alla mercè di una magistratura politicizzata… questa magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un contropotere che unico in tutto il mondo si svolge senza responsabilità… in grado di condizionare il potere legislativo… con organizzazioni come magistratura democratica, che si è dato come missione quella di realizzare la via giudiziaria al socialismo”.

“Questi giudici spazzarono via 5 partiti democratici che avevano governato per 50 anni… pensavano di aver vinto, di aver consegnato il Paese alla sinistra, ma un uomo venuto dal lavoro e dall’impresa, un certo Silvio Berlusconi, scese in campo e sconfisse la ‘gioiosa macchina da guerra’, e in due mesi portò i moderati al governo”.

Berlusconi fa coincidere la sua vittoria alle elezioni del 1994 con l’inizio di una persecuzione giudiziaria: “Da quel momento si scatenarono: 50 processi… hanno frugato ignobilmente e vergognosamente nel mio privato… Hanno aggredito il mio patrimonio con una sentenza totalmente infondata, facendomi pagare una somma spropositata a un imprenditore molto noto per le sue simpatie a sinistra… Sentenza che è politica, che è mostruosa, ma che potrebbe non essere definitiva” perché Berlusconi ricorrerà in tutte le sedi, italiane ed europee”.

“Da allora sono passati venti anni… Da quando scesi in campo dicendo che amavo questo Paese. Io amo ancora questo Paese… Io non ho commesso alcun reato. Io sono innocente. Io sono assolutamente innocente”.

“Ho dedicato la seconda parte della mia vita al bene comune. L’ho fatto da imprenditore, da uomo di sport, da uomo di Stato… combattendo questa sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia, che non è mai riuscita a diventare socialdemocratica”.

Di questa battaglia Berlusconi si dichiara “orgoglioso”, ma si sente di “chiedere a ciascuno di voi di reagire… per combattere l’uso della giustizia a fini di lotta politica… non vogliamo e non possiamo permettere che l’Italia resti rinchiusa nella gabbia di una giustizia malata… una malattia che pensi sempre che ‘a me non capiterà’, ma se poi ti arriva addosso…”

Allora Berlusconi si rivolge agli “Italiani onesti, per bene di buon senso: reagite, protestate, fatevi sentire. So bene quanto sia motivata la vostra nausea per questa politica, fatta di scandali… una politica lontana dalla vita reale… è sporca, ma se la lasci mentre si sta sporcando, sarà sempre più sporca… è arrivato il momento di indignarci, di impegnarci, di reagire…”

“Parlo agli gli italiani che amano l’Italia, che amano la libertà, è arrivato il momento di riprendere in mano la bandiera di Forza Italia,
Forza Italia è la vittoria dell’amore sull’invidia e sull’odio… della tolleranza verso tutti a incominciare dagli avversari… Forza Italia è l’ultima chiamata prima della catastrofe… la chiamata per tutti gli italiani che sentono che la nostra democrazia è in pericolo… solo con una vera e autonoma maggioranza in Parlamento si può tornare a fare del bene per l’Italia”.

“Per questo vi dico scendete in campo anche voi, per questo ti dico scendi in campo anche tu“.

“Io sarò sempre con voi, al vostro fianco, decaduto o no, si può fare politica anche fuori dal Parlamento: è il consenso popolare che fa un leader, non un seggio”.

Dunque “scendi in capo tu, fallo tu” e con la mano sul cuore Berlusconi invoca tre volte “Forza Italia! Forza Italia! Forza Italia!“.

Nello suo schieramento Berlusconi include e invoca “Dio, che ha creato l’uomo e l’ha voluto libero“… come da programma di Forza Italia.