Arturo Parisi, padre storico del Pd: la fine è vicina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Agosto 2019 14:15 | Ultimo aggiornamento: 29 Agosto 2019 14:15
Arturo Parisi all'Avvenire: "Salvini andava sfidato al voto"

Arturo Parisi (a destra) con Romano Prodi (Ansa)

ROMA – “Salvini andava sfidato al voto”, quella che si consuma è una resa incondizionata del Pd, siamo di fronte non a un Conte bis, ma un governo M5S bis. No, non è Carlo Calenda alle maledizioni di rito dopo aver sbattuto la porta dei democratici: l’avvertimento giunge da Arturo Parisi, co-fondatore del partito, l’uomo che costituì i comitati per Prodi, prima pietra della nascente, e vittoriosa, stagione dell’Ulivo.

Intervista all’Avvenire

Questo governo non gli piace, e lo dice senza remore all’Avvenire, il quotidiano dei vescovi apertamente schierato per una felice conclusione dell’avventuroso accordo. Stavolta non condivide la benedizione prodiana, di cui al massimo salva il suggerimento/obbligo a una costruzione più meditata, meno emergenziale della nuova creatura politica.

Il fatto compiuto da far digerire ai cittadini

“Non dico il tempo che i mitici tedeschi si sono presi per dare vita al Merkel IV. Ma almeno i 90 giorni che l’anno scorso si presero i due partiti più premiati dal voto popolare. E invece siamo passati da novanta giorni a novanta ore”, dichiara a Arturo Celletti che lo intervista.

Ciò che non lo convince è la forzatura del “fatto compiuto”, la mancanza di coraggio di chi ha paura del voto, l’angustia tatticistica che costringe i cittadini perplessi a prendere quel che viene sulla fiducia, poi semmai qualcuno spiegherà. Aboliti il confronto, la visione. La politica fuori dal Palazzo.

“E’ Salvini che ha rotto, non M5S”

Per esempio il vizio originale che l’esecutivo giallorosso si tirerà appresso: “Questo governo non muove da una condanna chiara radicale definitiva e condivisa della Lega. Se fosse stato per Conte e per il Movimento il patto con la Lega sarebbe ancora vivo. È Salvini che ha rotto, non loro”.

“Tutti giù per terra”

I rischi sono più che visibili, l’esperienza Monti nulla ha insegnato: allora condusse all’exploit grillino primo partito, domani l’esito potrebbe essere disastroso. La fine è vicina, sì proprio ora che qualcuno stappa champagne: ” Ma per la piega vorticosa che ha preso il girotondo, anche loro sentono che una volta “cascato il mondo” e “cascata la terra” possono finire “tutti giù per terra””. (fonte Avvenire.it)