Belpietro: 170mila euro a Sensi, portavoce Renzi. Stipendi altrui sempre “da favola”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 novembre 2014 9:24 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2014 9:29
Belpietro: 170mila euro a Sensi, portavoce Renzi. Stipendi altrui sempre "da favola"

Belpietro: 170mila euro a Sensi, portavoce Renzi. Stipendi altrui sempre “da favola”

ROMA – Belpietro: 170mila euro a Sensi, portavoce Renzi. Stipendi altrui sempre “da favola”. Si apprende dal Fatto Quotidiano che quello che con qualche approssimazione possiamo chiamare il portavoce di Renzi, Filippo Sensi, ha strappato un contratto da poco meno di 170mila euro lordi, tra voci fisse e voci variabili (91.696,86 euro di “trattamento economico fondamentale”, più 59.500 euro di “retribuzione di posizione variabile”, più 18.360 euro di “indennità di collaborazione”).

Da Libero Quotidiano, (non c’è la firma, va ringraziato quindi il direttore Maurizio Belpietro), apprendiamo invece che trattasi di stipendio “da favola”. Tanto o poco che sia, lo spin doctor di Renzi  e responsabile di tutta la sua comunicazione, tradizionale e social, prende comunque meno del suo importante committente. Quello che ormai non stupisce più è che, quando si tratta degli stipendi e delle pensioni degli altri, vanno considerati invariabilmente “da favola”, o “d’oro”.

“Guai ai ricchi” vale anche per i sedicenti liberali, più fiscali di qualche indomito pauperista egalitario. Per dire, Belpietro guadagnava uno stipendio da 700mila euro lordi quando il suo quotidiano stava per chiudere. Sempre di soldi dei contribuenti si trattava, visto che il quotidiano beneficiava di contributi pubblici all’editoria cui non aveva titolo. Si poteva dunque sostenere che mentre il giornale licenziava il direttore prendeva uno stipendio “da favola”? Per fare i moralisti ci vuole il fisico, Savonarola si nasce, non ci si diventa per opportunità politica.