Beppe Grillo: “Nel Pd figli di massoni non di operai”. E gli scippa Berlinguer

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 22 Maggio 2014 13:49 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2014 13:49
Beppe Grillo: "Nel Pd figli di massoni non di operai". E gli scippa Berlinguer

Beppe Grillo: “Nel Pd figli di massoni non di operai”. E gli scippa Berlinguer

ROMA – Beppe Grillo: “Quelli del Pd figli di massoni non di operai”. E gli scippa Berlinguer. Chissà se fa più male, a un dirigente come a un semplice militante Pd, vedere Beppe Grillo a Firenze (nella tana di Renzi) portato in braccio sul palco di un comizio come Benigni con l’icona intoccabile Berlinguer, o sentirsi chiamare “non più figli di operai, ma figli di massoni”. Strano intreccio storico-complottista: Grillo rivendica la buona eredità del Berlinguer della “questione morale”, ma dimentica che davvero Enrico il Santo era figlio massone giacché Mario, il padre, era Gran Maestro della Loggia di Sassari. Altri tempi, altre logge, si dirà.

Però, di fronte agli attacchi del comico-teppista che invoca addirittura i tribunali del popolo, il piddino doc si accende di rabbia e disgusto, ma a bruciare è solo la coda di paglia quando anche lui dimentica qualche preziosa informazione contenuta nello Statuto del partito. Non ricorda, ad esempio, che solo 4 anni fa la Commissione di Garanzia del Pd presieduta da Luigi Berlinguer (cugino di Enrico, nipote di massone) dovette assumere una delibera che vietava agli iscritti altre pericolose iscrizioni concomitanti, ovvero a logge massoniche. 

Divieto talmente necessario da dover essere messo per iscritto. Ma di massoni (che sono altra cosa dalla costola deviata della Loggia Propaganda 2 del “materassaio” di Arezzo, Licio Gelli) è piena l’Italia. E di massoni democratici anche, stando alle stime dell’ex sindaco comunista di Pistoia Renzo Baldelli. Alberto Statera su Repubblica ne contava a mucchi:

Oltre 4 mila su quasi 21 mila iscritti in 744 logge, il 50 per cento dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, Sicilia, Lazio e Lombardia, con la maggiore densità assoluta a Firenze e Livorno. Di questi almeno 4 mila diessini, molte centinaia ricoprono cariche politiche, amministrative o dirigenziali. (Alberto Statera, Repubblica, 9 giugno 2010)

La cosiddetta “questione morale” è troppo seria per essere lasciata ai moralisti (stellati o democratici che siano): l’oggetto della denuncia di Berlinguer riguardava la pervasiva occupazione da parte dei partiti (Pci incluso) della sfera pubblica. E’ quella, diceva inascoltato da chi scambia l’analisi con la predica, che produce i fenomeni corruttivi.