Bergamo. La chiesetta dell’ospedale diventerà una moschea. Ma l’aveva messa all’asta la Regione Lombardia

di Dini Casali
Pubblicato il 25 ottobre 2018 14:47 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 14:47
Bergamo. La chiesetta dell'ospedale diventerà una moschea. Ma l'aveva messa all'asta la Regione Lombardia

Bergamo. La chiesetta dell’ospedale diventerà una moschea. Ma l’aveva messa all’asta la Regione Lombardia

ROMA – La cappella degli ormai dismessi Ospedali riuniti di Bergamo diventerà una moschea. La chiesetta servirà da luogo di culto per gli aderenti all’Associazione Musulmani di Bergamo che al momento si riuniscono per la preghiera in una piccola sala comunale nel quartiere di Boccaleone. Del resto a Bergamo esiste una sola moschea, quella di via Cenisio, riconosciuta ufficialmente nel 2013. 

Il minareto in luogo del campanile, la voce del muezzin invece del suono delle campane: uno choc e la conferma dei presentimenti peggiori per chi si ritiene ingaggiato nella guerra culturale contro l’islamizzazione dell’Europa, per i cultori di Submission di Michel Houellebecq, per gli smascheratori delle pulsioni suicide dell’Occidente cristiano.

Che, in politica, possono contare sulla sponda ideologica di Salvini e della Lega. Specie nella Regione del governatore Fontana. Peccato, per usare un lessico religioso, che quella chiesetta sia stata messa all’asta proprio dalla Regione, titolare dell’immobile registrato nell’Area territoriale AAST Giovani XXIII. Nessuno aveva previsto – tanto meno la locale comunità ortodossa qui residente dal 2015 e che è rimasta con un pugno di mosche – il rilancio dei musulmani. 

E’ bastato un rilancio dell’8% sulla base d’asta da 418.700 euro perché l’associazione musulmana si aggiudicasse l’intero pacchetto, convento dei cappuccini compreso. Doppia beffa, sempre per i fedeli custodi delle radici giudaico-cristiane ma non del diritto all’esercizio della libertà di culto. Le richieste di permessi per una nuova moschea finivano infatti immancabilmente nel cestino, troppi i vincoli e le procedure soprattutto in ordine all’origine dei finanziamenti, al punto che la norme sono passate sui media come “legge anti-moschee”, dopo la bocciatura della Corte Europea al divieto tout-court. 

Con la chiesetta aggiudicata all’asta ogni problema scompare: la cappella è destinata all’uso religioso dal Piano di governo del territorio approvato dal consiglio comunale. Il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi, anche Maometto avrebbe condiviso.