Berlusconi riabilitato da Sorrentino. Dopo il Tribunale, lo spot di Loro 1 e 2

di Sergio Carli
Pubblicato il 14 maggio 2018 8:02 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2018 11:39
Berlusconi riabilitato da Sorrentino. Dopo il Tribunale, lo spot di Loro 1 e 2

Berlusconi riabilitato da Sorrentino. Dopo il Tribunale, lo spot di Loro 1 e 2 (Ansa)

Berlusconi riabilitato non poteva trovare spot migliore del doppio film di Paolo Sorrentino, Loro. Nell’insieme, Loro 1 e Loro 2 sono abbastanza noiosi, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play] ma il risultato complessivo è meglio di una agiografia o di un documentario sponsorizzato. Silvio Berlusconi appare come un genio del male, come un arrogante e strafottente, convinto di essere il più bravo e il più figo di tutti, indomabile, deciso a mancare alla parola appena data per perseguire inesorabilmente il suo disegno, fosse il grande disegno di governare l’Italia come il capriccio della festa di Noemi a Casoria.

La scena finale di Loro 2, con il titanico sforzo di intervento e di ricostruzione dopo il terremoto all’Aquila e in Abruzzo nel 2009, serve meglio di qualsiasi comunicato o sentenza di tribunale alla causa di riabilitazione di Berlusconi. Nella prossima campagna elettorale, basterà quello spezzone, accostato a quanto non hanno fatto i suoi nemici nelle Marche. Poco conta che a nove anni dal sisma abruzzese ci siano ancora container in giro, l’effetto immagine è garantito.

Per fortuna o per disgrazia nostra, Berlusconi è un venditore, un mago della vendita, ma con tutte le qualità e tutti i limiti del venditore. Altrimenti sarebbe presidente della Repubblica.

Toni Servillo lo interpreta con grande bravura, anche se la deformazione del trucco ne fa un personaggio un po’ irreale. La pronuncia brianzola berlusconiana è perfetta, si sente che è di Afragola solo quando canta in napoletano (Malafemmena e non solo) con uno staccato di parole che solo un napoletano può pronunciare.

Loro 1 è, almeno nella prima metà, decisamente noioso: con tutte quelle ragazze discinte, quel prosseneta aspirante affarista (interpretato da Riccardo Scamarcio, tanto bello quanto inespressivo), è un rehash di luoghi comuni sulla corruzione della politica e degli affari.

C’è però il colpo di genio, nella scena finale di Loro 1, con Berlusconi che, per fare pace con la moglie, le fa fare una serenata da Fabio Concato in persona, autore della “loro” canzone, quella del loro primo bacio, la “Domenica bestiale”.  C’è chi ricorda “Blue Moon” o “Hey Jude” o “Acqua azzurra acqua chiara”. A loro piaceva la domenica bestiale, c’è una certa coerenza.

Non c’era modo migliore per risollevare l’immagine di Berlusconi presso tutti noi. Chi non ha una o più canzoni del primo bacio o del primo incontro? Nessuno di noi ha mai potuto, però, convocare l’autore e farle la sorpresa.

Loro 2 è decisamente il film migliore. (Chi vuole conosce in modo esteso la trama dei due film può servirsi di Wikipedia, cliccando qui). Ci sono momenti drammatici, dialoghi interessanti, emerge in tutta la sua complessità il Berlusconi geniale, nel bene e nel male, capace di slanci non si sa quanto sinceri o solo motivati dal desiderio di provare di essere il più di tutto e di tutti. Soprattutto incapace di resistere alla tentazione di fregare tutti. Come il cane vede un albero o un muro o un palo e deve fare pipì, Berlusconi ti vede e deve cercare di mettertelo lì. In una delle scene iniziali di Loro 2, e anche una delle più belle, rinverdisce i fasti dei suoi esordi, della sua carriera di suer venditore, convince una casalinga disperata a comprare una casa che non c’è.

Il cardinal Carafa, nel ‘500, diceva: “Vulgus vult decipi, ergo decipiatur”, il popolo vuole essere preso in giro, e che sia preso in giro”. E a Berlusconi è riuscita quasi sempre, con i compratori di case, con la pubblicità, con metà degli italiani dalla discesa in campo del 1994.

Nel Loro 2 ci sono due altri esempi del vizietto di Berlusconi. Dice di sì alla moglie che gli chiede di sistemare il loro tre figli come ha fatto con i due dell’altra, poi non fa nulla, provocando l’inizio della sua caduta. Dice di sì al misterioso vecchio che lo rimprovera per le sue goliardate e che sembra essere l’unico davanti al quale Berlusconi si inchina, ma alla fine fa di testa sua. Invece di andare a New York all’Onu, va da Noemi a Casoria.

La figura del grande vecchio incuriosisce. Potrebbe essere un “grande vecchio” del tipo di cui si parla talvolta in Italia (chi ricorda il grande vecchio del terrorismo cui alludeva Bettino Craxi?) o un grande massone. Nel film non ha nome, Wikipedia lo individua come “Crepuscolo” (interpretato da Roberto Herlitzka). Sorrentino ne parla in questi termini: “Il ‘Dio’ interpretato da Roberto Herlitzka, altri non è che la personificazione del ‘Crepuscolo’ berlusconiano”. Chi ha visto il Loro 1 ricorda questo personaggio del “Dio”, il capo dei capi invisibile e inavvicinabile che si gratifica delle prestazioni amorose di una bellissima minorenne, Stella, la stessa che in Loro 2 si nega a Berlusconi. La cosa non gli va giù al Silvio grande incassatore ma anche irrefrenabile seduttore. Lasciando la camera di Stella mogio e deluso, Berlusconi le chiede: “Quando sei andata da lui, che asciugamano hai usato?”.

Davanti a Dio-Crepuscolo, Berlusconi sembra uno scolaro recalcitrante, ma l’istinto di fregare anche lui è troppo forte e alla fine Silvio gli disobbedisce, primo passo verso l’abisso dello scandalo e della caduta. Davanti al grande vecchio Berlusconi appare sottomesso ma sotto sotto non può accettarne il primato. Lui, Silvio, è simpatico, ricco, intelligente, un genio, l’altro è un brutto vecchio, perché Stella si è concessa all’altro e negata a lui?

La scena più intensa è quella dello scontro verbale fra Berlusconi e la moglie Veronica ((Elena Sofia Ricci). Si potrebbe definire bi-partizan. Lei rovescia sul marito una analisi che è quasi da psichiatra. Realistica, senza giri di parole, feroce e spietata. Lui ricorda e rinfaccia, sempre controllato, come deve essere il venditore, sempre con quella voce un po’ monotona anche quando è esaltata. Qualche dettaglio ancora potrebbe rendere la storia più pesante, entrando però nel terreno delle querele. Già così basta e delineare grandezza (dove c’è) e limiti dei personaggi: il Demiurgo e la Madre si potrebbe intitolare la scena se fossero ancora di moda riferimenti classici.

Loro 1 e Loro 2 sono due lunghi film mandati in sala a poche settimana uno dall’altro, prova di grande autostima da parte del regista e nervi d’acciaio del produttore. La scommessa, si parla di 20 milioni di euro, forse è stata un po’ disinnescata dal contributo del Ministero della cultura, di cui però, non essendone nota l’entità, non si può apprezzare il valore. La Regione Sardegna è stata più rigorosa. Sorrentino non ha sottoposto l’intero copione e i dialogi e loro gli hanno negato il mezzo milione di contributo richiesto. In ogni caso il film pare vada bene. Loro 2 ha incassato 160.329 euro il primo giorno, il 10 maggio, Loro 1 sembra avere superato quota 2 milioni.

 

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