Bernardo Polverari, capo gabinetto Pa rinuncia ad auto blu e doppio-stipendio

di Viola Contursi
Pubblicato il 3 ottobre 2014 18:49 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2014 18:50

ROMA – Nella lunga lista dei consiglieri parlamentari, nuovi ‘mandarini’, che vanno a lavorare nei ministeri per collezionare doppi stipendi, c’è un’eccezione. Si tratta di Bernardo Polverari, già funzionario della Camera, diventato capo di Gabinetto del ministero di Marianna Madia (Semplificazione e amministrazione pubblica). Non appena arrivato, Polverari ha rinunciato all’auto blu e all’indennità di diretta collaborazione. Per redistribuire le risorse tra il suo staff. Un esempio fulgido di auto-spending review in un mondo in cui la corsa al doppio stipendio (con doppio incarico) è quasi prassi.

Bernardo Polverari, capo gabinetto Pa rinuncia ad auto blu e doppio-stipendio

Foto LaPresse

Prima documentarista del servizio rapporti internazionali e comunitari della Camera dei deputati dal 1993 al 1997, Polverari ha svolto il ruolo di consigliere del servizio studi della Camera dal 1997 al 2001, quello di consigliere segretario della commissione Ambiente di Montecitorio fino al 2008 e quindi consigliere della commissione Lavoro dal 2008 al febbraio del 2014. Al cambio di governo è stato chiamato dalla Madia a ricoprire il ruolo di capo di gabinetto. 

A quel punto, come tutti i consiglieri parlamentari che in questi anni sono passati nei gabinetti di vari ministeri, avrebbe potuto continuato a percepire sia lo stipendio dalla Camera, come “fuori ruolo”, sia l’indennità di diretta collaborazione del ministro della Pa. Polverari invece ha deciso non solo di rinunciare all’auto blu, ma anche di dire di no all’indennità (mantenendo quindi una sola fonte di profitto) e di redistribuire così i soldi ‘risparmiati’ dal ministero per gli uffici di diretta collaborazione del ministro, il cui budget (alla stregua di quello per le altre amministrazioni pubbliche) è stato quest’anno tagliato per ragioni di spending review.