Il chirurgo dei trapianti di Pisa si scusa per il post contro i “politici incompetenti”. Chi se n’è accorto?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 gennaio 2019 14:48 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2019 14:48
Il chirurgo dei trapianti di Pisa si scusa per il post contro i "politici incompetenti". Chi se n'è accorto?

Il chirurgo dei trapianti di Pisa si scusa per il post contro i “politici incompetenti”. Chi se n’è accorto?

ROMA – Daniele Pezzati, il chirurgo pisano specializzato in trapianti, tornerà felice allo splendido anonimato di chi dona una vita a chi non ha più speranza senza l’aureola di santo che i social network gli avevano affibbiato per un post poco meditato contro i “politici incompetenti”. 

Una vicenda che dice molto sui guasti della comunicazione social. Prima, il post a caldo di chi, assunta come vera una notizia destituita di fondamento (il depotenziamento del centro trapianti di Pisa), si scaglia contro il più facile, di questi tempi, dei bersagli, e cioè l’odiata casta dei politici, gli stessi che abbiamo provveduto a mettere sulle loro poltrone. Ovazioni, giubilo, l’aggettivo “virale” che circola appunto come un virus e dovrebbe attestarne di per sé credibilità e importanza.

Quindi, a freddo, edotto dalle puntualizzazioni della Regione Toscana, Daniele Pezzati ritratta e si scusa con i politici, stavolta competenti: il barometro dei trend topics registra calma piatta, l’ondata emotiva è passata, chi se ne importa se non era vero niente. Per questo, ci sembra importante pubblicare le sue scuse, senza infierire sul passo falso del chirurgo almeno giustificato dalla poca esperienza in fatto di social, per la buona ragione che in genere ha in mano un bisturi e un occhio alla lista degli organi disponibili per un nuovo trapianto.

“Mi dispiace che la Regione, alla quale va riconosciuto il merito di aver contribuito alla creazione del nostro centro – scrive Pezzati -, si sia sentita chiamata in causa dalle mie dichiarazioni e per questo mi scuso”. “Non sono un fan dei social network – scrive Pezzati – che utilizzo solamente per comunicare con una ristretta cerchia di amici lontani. Il 31 dicembre ho scritto, dopo essere tornato da un faticoso turno di lavoro, un post esprimendo alcuni sentimenti che desideravo condividere con i miei amici più cari. Ho purtroppo sottovalutato, anzi, non ho neppure pensato che così tante persone fossero interessate a ciò che avevo scritto”.

Il medico poi prosegue: “Faccio i trapianti che, per me, è il lavoro più bello del mondo perché è un modo di tramutare la morte di qualcuno nella vita di un altro. Sono anche un uomo e come tale talvolta leggo giornali e ascolto la tv. La notizia più volte riportata sui giornali di un possibile nuovo centro trapianti di fegato a Firenze e un depotenziamento di quello di Pisa mi ha colpito e ferito. Vero è che, come ho appreso, la notizia è stata più volte smentita dalla Regione Toscana anche se continuava ad aleggiare e rimbalzare quotidianamente tra le mura degli ospedali”.

Infine, il riferimento al suo post: “Con ciò che ho scritto volevo dare risalto al fatto che troppo spesso la gente comune come me sente una distanza incolmabile con la classe dirigente; forse una maggiore vicinanza permetterebbe benefici ed eviterebbe molte incomprensioni. Mi farebbe piacere che qualcuno un giorno venisse con noi in una sala operatoria a vedere cosa facciamo, a capire le nostre debolezze, forze ed esigenze. Vorrei che il supporto fosse un po’ oltre una dichiarazione su un giornale perché, per me, una stretta di mano di persona vale più di cento articoli. Mi scuso di aver utilizzato una forma di comunicazione come i social che, anche se predominante, espone a pericoli di strumentalizzazione. Chiedo a tutti i politici e non di non utilizzare le mie parole per contraddittori pubblici che nelle ultime ore hanno esposto me e la mia famiglia a una pressione insostenibile”.