Conflitto di interessi, vergogna della politica. Valentini: Banco di prova per Pd e M5s

di Sergio Carli
Pubblicato il 25 maggio 2019 13:41 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2019 13:41
Conflitto di interessi, vergogna della politica. Valentini: Banco di prova per Pd e M5s

Conflitto di interessi, vergogna della politica. Valentini: Banco di prova per Pd e M5s

ROMA – Conflitto di interessi: (quasi) tutti dicono di volerlo regolamentare, nessuno nell’ultimo quarto di secolo lo ha mai fatto. Solleva la spinosa questione, attualizzandola, Giovanni Valentini nel suo articolo sul Fatto, intitolato “Quel conflitto che pesa anche ai Cinquestelle”.

A nominare il conflitto di interessi tutti pensano a Berlusconi con le sue televisioni. Nessuno invece prova a fare riferimento al rapporto fra Pd (e precedenti mutazioni) e le cooperative, per non parlare del Vaticano e delle sue iniziative caritatevoli. New entry è il conflitto di interessi fra Casaleggio e il Movimento 5 stelle. In realtà più che di un conflitto di interesse si tratta di un intreccio anomalo che non trova riscontro nella politica di nessun angolo del mondo. Persino Berlusconi, pur col suo Partito-azienda, non era arrivato a tanto.

In Italia siamo all’assurdo, fuori da ogni logica e norma costituzionale, di un privato, srl o spa che sia, che tiene redini e fila di un partito che rifiuta di definirsi tale e che è arrivato a conquistare un quarto dei voti in libere elezioni e la prevalenza in un Governo della Repubblica italiana.

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Giovanni Valentini, lo si deve sempre ricordare, è stato forse il primo in assoluto, più di 30 anni fa, a sollevare il velo del conflitto di interesse di Berlusconi, ben prima dell’ingresso di costui nella politica attiva. A quei tempi, i bempensanti nemmeno vedevano quello che Valentini denunciava e due futuri nemici mortali di Berlusconi, Carlo Caracciolo e Carlo De Benedetti, trattavano Valentini da marziano e consideravano Berlusconi, trattando con lui su più fronti, come un partner affidabile.

L’articolo di Valentini, che sul Fatto ha portato da Repubblica la sua rubrica, Il Sabato del Villaggio, dedicata ai mass media, prende lo spunto dall’ultima invenzione elettorale di Luigi Di Maio, che ha lanciato in mezzo alle gambe di Matteo Salvini il tema del conflitto di interesse, forse come mina per ostacolare un riavvicinamento post europee fra Lega e Forza Italia.

Valentini mette in guardia sulla trovata di Di Maio, ricordando la “pregiudiziale che riguarda i legami fra il M5S e la Casaleggio Associati, la società di consulenza informatica che ha prodotto il blog di Beppe Grillo e ha donato al movimento la “piattaforma Rousseau” per gestire la comunicazione con i cittadini e con gli elettori all’insegna della “democrazia diretta”: un sistema operativo che il Garante della Privacy ha ritenuto manipolabile, comminando una sanzione di 50 mila euro”.

Di Maio, riconosce Valentini, ha assicurato “che il M5S è disposto a votare anche contro quelli privati della Casaleggio Associati”. 

Vedremo alla prova dei fatti. Ma l’articolo va oltre: “Nell’eventualità che in futuro possa aprirsi un confronto con il Partito democratico, questo sarà certamente il primo banco di prova. Per il Movimento 5 Stelle, innanzitutto. Ma anche per il Pd”.

Anzi, aggiunge, “indipendentemente dal responso delle urne europee e dagli sviluppi della situazione, le due forze politiche potrebbero assumere pubblicamente l’impegno di convergere su questo obiettivo, per approvare finalmente un provvedimento sul conflitto d’interessi che è l’anticamera di una democrazia economica“.

Purtroppo la storia degli ultimi 25 anni non fa bene sperare. Quando il Pd “aveva la maggioranza in Parlamento, quel maxi-conflitto che gravava su Silvio Berlusconi, patron di Mediaset, leader di Forza Italia e presidente del Consiglio, non ha potuto o voluto risolverlo”.

Peggio mi sento con Salvini, la cui posizione, sul tema del conflitto d’interessi, sarebbe di un “ma-chi-se-ne-frega”, essendo stato in passato “il leader del Carroccio sempre disponibile finora a tutelare sottobanco gli affari televisivi e pubblicitari di Sua Emittenza”.