Coronabond: Italia, punta i piedi, whatever it takes. Sale voce da sinistra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Aprile 2020 7:45 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 9:13
Coronabond, Ansa

Coronabond: Italia, punta i piedi, whatever it takes. Sale voce da sinistra (foto Ansa)

ROMA – Sui Coronabond, Italia, punta i piedi. Conte, punta i piedi, whatever it takes. Quella fu la parola d’ordine di Mario Draghi quando da presidente della Bce salvò l’euro.

Ora sta diventando il grido di dolore e di guerra della parte di sinistra meno bigotta e più consapevole del pericolo che la Germania sta facendo correre all’Europa e in particolare alla sempre più povera Italia.

La sfida all’Europa, con dignità ma anche con fermezza, non è prerogativa più solo dei sovranisti post fascisti.

In prima fila in questo nuovo fronte che sta crescendo a sinistra c’è Micromega, la rivista fondata più di 30 anni fa da Paolo Flores d’Arcais, un raro caso di successo nella editoria italiana d’élite.

Su Micromega, Alessandro Somma ha pubblicato una precisa analisi della situazione europea e dei rischi italiani.

“L’Europa si comporta come la mafia con le imprese italiane strozzate dall’egoismo europeo” è la conclusione.

“E di fronte a questa cruda realtà non c’è che una strada: quando il Consiglio europeo si riunirà per ratificare le decisioni dell’Eurogruppo, l’Italia dovrà rifiutarsi di farlo. Whatever it takes”.

Alcuni giorni fa, ricorda Alessandro Somma, il quotidiano tedesco die Welt, del gruppo Springer, noto per la sua linea editoriale conservatrice e a tratti reazionaria, “ha sentito il bisogno di mettere in guardia la Cancelliera Angela Merkel dal mostrare eccessiva solidarietà verso i Paesi europei colpiti dall’emergenza Covid-19.

“Soprattutto con l’Italia bisognerebbe stare attenti: il Paese è impestato di mafia, e questa non aspetta altro che buttarsi sui finanziamenti a pioggia provenienti da Bruxells.

Vero è che il primo a sputtanare l’Italia è stato Beppe Grillo.

Ma non dovrebbe essere l’esternazione di un comico a influenzare la politica di un continente.

Per Alessandro Somma il riferimento alla mafia coglie nel segno sotto un altro profilo:

“A ben vedere il comportamento della criminalità organizzata ci aiuta a comprendere come l’Europa si sta comportando con l’Italia.

Il nostro Paese sta precipitando in una drammatica crisi economica, che porterà impoverimento e disoccupazione ai suoi cittadini e voragini nelle casse dello Stato.

Il nostro deficit e il nostro debito esploderanno, e il nostro pil crollerà, proprio mentre dovremo ritornare sulla strada del pareggio di bilancio: il Patto di stabilità e crescita è stato sospeso ma verrà presto riattivato.

Abbiamo pertanto un disperato bisogno di ingenti somme, non però date a prestito, perché in questo modo infileremmo la testa in un cappio pronto a stringersi nei prossimi mesi”.

Nell’ultima riunione dell’Eurogruppo dai Ministri finanziari dell’Eurozona, giovedì 9 aprile, sono state proposte soluzioni “poco utili o peggio dannose”.

“È poco utile l’istituzione di fondi per le imprese e la disoccupazione, innanzi tutto perché mobilitano somme insufficienti e poi perché mettono in moto mere partite di giro.

I fondi si costituiscono emettendo titoli sul mercato con garanzie irrevocabili fornite dai singoli Stati, e comunque le cifre ottenute vanno restituite e pertanto aumentano il debito.

È poco utile anche il fondo per la ripresa, di cui non si dice nulla se non che se ne discuterà assieme al bilancio europeo: quindi fra troppo tempo, e soprattutto sapendo che non se ne farà nulla.

È invece dannoso il ricorso al Mes, la cui assistenza finanziaria non sarebbe sottoposta a condizionalità per le sole spese sanitarie: sono pur sempre condizionalità in quanto tali rivedibili in seguito, e poi parliamo nuovamente di prestiti da restituire”.

Se questo “compromesso” non verrà radicalmente rivisto “il destino dell’Italia è segnato”. L’Italia, spiega Somma, potrà avere il denaro indispensabile per affrontare la crisi

“solo emettendo titoli, ovvero indebitandosi con il mercato, oltre che eventualmente con i fondi per le imprese e la disoccupazione.

A questo punto i titoli italiani saranno considerati spazzatura e li si potrà piazzare solo a interessi alti: tanto alti da non essere sostenibili, e quindi da portare all’intervento in grande stile del Mes e della Troika.

Faremo così la fine della Grecia, con i Paesi europei ricchi impegnati nello shopping a prezzi da svendita delle imprese e dei beni pubblici italiani”.

La storia rischia di ripetersi.

Quel che accadde 27 anni fa resta a monito.

Il nome Telecom deve essere scolpito nella memoria dei governanti di oggi.

Per evitarlo ci vogliono coraggio e fermezza.

Troppe scempiaggini sono state compiute in nome dell’Europa a tutti i costi. Noi abbiamo bisogno dell’Europa. Ma anche l’Europa senza l’Italia è finita.