Coronavirus a Roma, sul ponte Palatino non ci sono auto. Solo i gabbiani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2020 19:06 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2020 14:36
Coronavirus a Roma, strade deserte e Ponte Palatino vuoto

Coronavirus a Roma, strade deserte e Ponte Palatino vuoto

ROMA – Coronavirus a Roma la grande paura si fa obbedienza. La prova è nelle strade praticamente deserte. Tutti a casa i romani, come da decreto Conte

La foto è stata scattata alle 17 di venerdì 13 marzo 2020. Vi si vede l’innesto del lungotevere Alberteschi nel ponte Palatino, con sbocco, sulla riva opposta del fiume, sul lungotevere dei Pierleoni.

Il ponte ha un nome familiare alternativo, quello di ponte inglese. Il traffico vi si svolge in senso contrario a quello cui siamo abituati. All’inglese, appunto.

Fu costruito accanto alle rovine del ponte Emilio, uno dei più antichi di Roma. Fu il primo in muratura. Crollò dopo duemila anni. Lo chiamano ponte rotto. La nuova Roma post unitaria lo ricostruì a fine ‘800. 

Sulla destra della foto si vedono parcheggiate alcune auto. Sono di impiegati del ministero della Salute, in piena attività di servizio. Il palazzo è a destra e non si vede. Le cartacce sulla strada sono i resti di una incursione di gabbiani. 

In quel punto di giorno si effettua la raccolta dell’immondizia. Se il camion nella nettezza urbana non c’è, molti lasciano sul marciapiede il loro sacchetto. 

I gabbiani banchettano implacabili. A loro il coronavirus gli fa un baffo e a nessuno viene in mente che oltre ai pipistrelli anche questi uccelli sempre più aggressivi e prepotenti potrebbero essere portatori di contagio.

L’innesto nel ponte è uno snodo nevralgico del traffico romano. In tempi normali a quest’ora è intasato da lunghe code. Anche a Natale e Ferragosto c’è più traffico di oggi.

Un vuoto che sembra riflettere il rispetto delle norme. Un vuoto che smentisce le male lingue e fa bene sperare.