Costa Concordia spot per il Governo: ma l’anti-Schettino è sudafricano

Pubblicato il 18 settembre 2013 15:00 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 16:46
Costa Concordia spot per il Governo: ma l'anti-Schettino non è sudafricano?

Costa Concordia spot per il Governo: ma l’anti-Schettino non è sudafricano?

ROMA – Costa Concordia spot per il Governo: ma l’anti-Schettino non è sudafricano? Potenza delle metafore: naufragio assurdo e fuga vigliacca diventano immagine e didascalia emblematici di tutto un popolo, a conferma di un  pregiudizio. La complessa opera di recupero del relitto, secondo Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, specularmente, restituisce “Un’immagine risollevata” dell’Italia che lavora e merita di più.

“Lacrime e orgoglio per la Concordia“, la cronaca del miracolo ingegneristico, descrive sin dal titolo l’esaltazione per una notte che profuma di trionfo per l’eccellente lavoro svolto. Il tono fallaciano fa venir voglia di cantare l’Inno. Del resto anche il presidente del Consiglio Enrico Letta è pienamente consapevole del momento storico: “Abbiamo voltato pagina nell’immagine del nostro Paese che fu di fuga dalle responsabilità”.

Se poi si volta pagina davvero, sul Corriere della Sera, ci si accorge a pagina 2 che nella squadra dei 12 uomini e della donna che fecero l’impresa, ci sono 5 italiani, tre tedeschi, tre belgi, un inglese. Il leader, il capitano, l’anti-Schettino, Nick Sloane, è sudafricano. Il punto, volendo offrire soccorso a Stella nel disperato tentativo di smontare un pregiudizio, è che non gli si può opporre un pregiudizio contrario. Le malevole insinuazioni tedesche sull’affidabilità italiana menzionate (“Mano sul cuore, vi sorprendete che il capitano fosse italiano?”, Spiegel) ingrossano le acque limacciose del pregiudizio, così come gli spropositi trionfalistici a fini larvatamente politici. Torniamo a bordo, cazzo!