Di Maio cinese le spara sempre più grosse: abbiamo 2/3 del Parlamento. E mio nonno…

Pubblicato il 8 novembre 2018 11:24 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2018 11:24
Di Maio Luigi (nella foto) cinese le spara sempre più grosse: abbiamo 2/3 del Parlamento

Di Maio cinese le spara sempre più grosse: abbiamo 2/3 del Parlamento

Di Maio ha fatto l’Opa sul Parlamento e sulla Lega? Salvini attento. Lei gongola sui sondaggi, ma quello le spara grosse. Il movimento 5 stelle è la “prima forza politica che ha i due terzi dei parlamentari”. O almeno questo è il senso delle parole riportate sul Fatto da Luca De Carolis, che ha intervistato Di Maio retour de Chine.

A proposito, ma che ci stanno a fare tutti questi italiani in Cina? Oltre a Di Maio, il sindaco di Genova Bucci e il presidente del Porto di Genova, Signorini, a ordinare il Ponte Morandi bis… Sono andati tutti in delegatzia o in ordine sparso?

Cosa ha detto Luigi Di Maio di tanto grave da allarmare il povero Matteo Salvini, già sofferente dopo l’abbandono di Elisa Isoardi? Alla domanda se sia “vero che si era irritato anche perché in commissione alla Camera non era arrivato il via libera al calendario dei lavori sul ddl Anticorruzione, che contiene l’emendamento sulla prescrizione” Di Maio ha risposto: 

“È una circostanza che ha fatto parte delle tensioni di questi giorni. Noi abbiamo garantito la massima lealtà sul dl Sicurezza, perché non facciamo scherzi. Però certo, venerdì sono uscite le anticipazioni sugli attacchi di Giancarlo Giorgetti (sottosegretario a Palazzo Chigi, leghista, ndr) al reddito di cittadinanza nel libro di Vespa. Poi sono emersi i problemi sulla prescrizione, anche se è nel contratto di governo. Infine non si sbloccava il calendario dei lavori in commissione. E allora è legittimo che la prima forza politica che ha i due terzi dei parlamentari possa essersi arrabbiata”.

O si è espresso male Di Maio, o ha capito male e scritto peggio De Carolis, cosa di cui c’è da dubitare fortemente, avendo esperienza della sua capacità professionale. Allora non c’è che dire, siamo di fronte a un’altra dimaiata. I due terzi del parlamento non li ha il suo movimento e nemmeno la maggioranza di governo, forse lo prevedono i sondaggi per le prossime elezioni. Ma nelle parole di Di Maio c’è una contraddizione: perché non può essere “arrabbiata” una forza politica proprio mentre sta polemizzando duro con l’altra forza politica, la Lega, che quella maggioranza costituisce.

Tanto per capirci, vediamo i numeri. La Camera è formata da 630 deputati. Di questi (fonte Wikipedia), 353 appartengono alla maggioranza e 276 alla opposizione. Questo vuol dire che la maggioranza conta sul 56% dei deputati, poco più della metà, non i due terzi. Quanto al M5s, i suoi 221 deputati valgono il 35%, poco più di un terzo. No.umero ancor meno favorevoli al Senat

A conclusione della lunga intervista, un piccolo passaggio sugli abusi edilizi in casa di Maio. Chiede il giornalista:

“Repubblica ha scritto del condono ottenuto da suo padre per la casa di famiglia Pomigliano d’Arco, dove lei ha tuttora la residenza. E l’accusa per lei è naturale: incoerenza”.

Risponde Di Maio, che a suo tempo Beppe Grillo paragonò a Bassolino:

“Nel 1966 mio nonno ha costruito la casa utilizzando un regio decreto del 1942. E nel 1986 mio padre per eccesso di zelo decise di mettere ordine col Catasto perché non si sapeva neppure se mio nonno avesse prodotto tutte le carte al tempo, quando mio padre aveva 16 anni. La risposta alla richiesta arrivò nel 2006: che colpa ne ha la mia famiglia?”.

Dettaglio: fra la costruzione del nonno e la palazzina attuale ci sono 151 metri quadrati abusivi che il padre di Luigi condonò non per amore di legalità ma perché se no andavano demoliti. Possibile che i sanculotti non lo capiscano?