Elezioni inutili: “L’austerità europea è ancora viva”, solo Mario Draghi, forse

Pubblicato il 26 Maggio 2014 9:35 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2014 9:35
Elezioni inutili: "L’austerità europea è ancora viva", solo Mario Draghi, forse

Mario Draghi: fuori dall’austerity per via bancaria

“L’austerity continuerà” avverte Giuseppe Turani, direttore della rivista Uomini & Business dal pulpito del “Quotidiano Nazionale”. La domanda è:

“L’austerità europea è ancora viva o è morta sotto l’urto delle elezioni più sorprendenti degli ultimi decenni?”.

La riposta non lascia spazio a dubbi:

“E’ un po’ ammaccata, ma è ancora viva. Nel Vecchio Continente sono spuntati, un po’ ovunque, partiti e movimenti contro l’Europa severa di questi anni e contro l’euro (con il proposito di abbandonarlo, addirittura). Chi più chi meno tutti questi movimenti hanno avuto un certo successo”.

Però, Giuseppe Turani,

“non significa ancora la fine dell’austerità. E la ragione è ovvia. L’austerità, il rigore, la severità contabile hanno in Europa una specie di castello fortificato: la Germania della signora Angela Merkel. E la signora Angela Merkel non è stata sconfitta. E la Germania non ha alcuna intenzione di fare retromarcia e di autorizzare una nuova stagione di grandi spese e di denaro facile. La sua posizione (collettiva, non solo della classe dirigente) è che in Europa si sono già fatti troppi debiti e che ci sono troppi paesi che vivono al di sopra dei propri mezzi.

Inoltre, se si era pensato a una triade (Italia-Spagna-Francia), capace di condizionare la Germania, va detto che tutto ciò è andato in pezzi. In Francia il presidente Hollande e il partito socialista sono andati in pezzi, e quindi non sono certo utilizzabili in una strategia di contenimento di Berlino. O, cosa ancora più difficile, in una pressione tendente a farle cambiare atteggiamento.

Se la Francia è messa male, la Spagna non sta meglio: il suo sistema politico si è frammentato e oggi sembra un vestito di Arlecchino. Difficile attendersi una posizione coerente da un Paese che da ora in avanti avrà seri problemi a occuparsi dei propri affari.

Per far cambiare opinione ai tedeschi non servono un po’ di deputati in più anti-austerità in un parlamento, peraltro, non dotato di grandi poteri. Era indispensabile, appunto, un’alleanza fra grandi stati. Ma due di questi (Francia e Spagna) sono entrati in terapia intensiva, dove hanno incontrato anche l’Inghilterra di Cameron.

La Germania non è mai stata così sola al comando del Vecchio Continente. E questo, se si vuole, è un problema: il tradizionale asse franco-tedesco è morto. E nuovi assi non si vedono all’orizzonte.

Da questa configurazione politica sarà vano attendersi una linea economica coerente e innovativa. Non si sa nemmeno chi dovrebbe prenderla. Il premier francese, è stato delegittimato in modo clamoroso. O i capi di Spagna e di Inghilterra, sono stati altrettanto delegittimati. Rimane l’Italia, ma noi siamo il paese che ha più debiti e che (insieme con la Francia) ha fatto meno riforme. Possiamo alzare un po’, la voce, ma nemmeno tanto. Probabilmente, quindi, si sceglierà di non fare niente.

E la Germania vuole esattamente questo. E cioè che si continui con l’austerità e il rigore dei bilanci. La signora Merkel, però, è un politico molto raffinato e quindi allenterà un po’ le briglie: austerità in guanto di velluto.

Gli interventi decisivi sono lasciati a Mario Draghi, presidente della Bce. Il vertice dell’istituto si riunirà il 5 giugno e dovrebbe varare una serie di misure anti-crisi. Le due più dirompenti sono interessi negativi per le banche che depositano soldi presso la Bce (non guadagnano niente, e pagano una specie di diritto di custodia). E mille miliardi da gettare negli Abs (Asset Backed securities): la Bce, cioè, “comprerà” dalle banche i prestiti che queste avranno fatto alle piccole e medie imprese. Chi non fa prestiti, quindi, non riceve niente dalla Bce.

Esiste, infine, la possibilità, se la situazione dovesse peggiorare, che la Bce compri direttamente titoli dagli Stati più nei guai. Ma per ora si tratta solo di pura teoria. La signora Merkel vigila”.