Expo 2015. Sarà proprio vero? Tutto pronto? Tanti biglietti? Tanti dubbi

Pubblicato il 3 Maggio 2015 11:25 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2015 11:25
Expo 2015. Sarà proprio vero? Tutto pronto? Tanti biglietti? Tanti dubbi

Poliziotto in fiamme per una bomba carta dei black bloc: simbolo doloroso del primo giorno di Expo 2015

ROMA – È lecito nutrire qualche dubbio sull’avvio trionfale di Expo 2015 a Milano? Tutto finito in tempo, proclamano i giornali, Matteo Renzi se la prende con i pessimisti, quelli del non ce la faremo mai, ma poi un semplice cittadino, giovane abbastanza da essere preso sul serio, aria pacifica, abbigliamento normale da primo maggio, viene intervistato da Sky Tg 24 e dice: siete sicuri che sia davvero così? La citazione è basata sulla memoria e può essere imprecisa, ma non tradisce la sostanza dell’intervista:

200 mila visitatori il primo giorno?, si chiede: sono arrivato un po’ prima delle 20 e era mezzo vuoto. Volevo mangiare, i ristoranti erano chiusi. Era pieno di detriti, a me è parso che i lavori fossero tutt’altro che finiti.

Gli ha fatto eco Marco Travaglio (forse ha visto anche lui SkyTg24) nel suo editoriale di domenica 3 maggio 2015, dove scrive

“dell’Expo tutto calcinacci e cartongesso”.

Cosa volete che sia un pezzo di padiglione turco che cade in testa a una ragazza di 24 anni che, come scrive il Sole 24 Ore,

è rimasta leggermente ferita dal crollo di una placca metallica dal padiglione della Turchia nel sito dell’esposizione universale”. Purtroppo, “la Turchia è stato uno degli ultimi Paesi ad aderire ad Expo e il suo padiglione è stato costruito a tempo di record”.

A sentire Giuseppe Sala, amministratore e commissario dell’Expo 2015, a visitare la fiera ci sarebbe andata ancora più gente il secondo giorno e sarebbero già stati venduti 11 milioni di biglietti prima ancora di cominciare.  Le parole di Sala sono prese al valore nominale dal cronista. Solo un po’ precise le dichiarazioni riportate dall’Ansa, ma non tali da chiarire alcuni punti:

1. la ripartizione degli 11 milioni di biglietti fra singoli e tour operators; i biglietti venduti alle scuole sono da mettere in conto ai singoli o alle agenzie?

2. a che prezzo sono stati venduti i biglietti? quale è l’incasso stimato per 11 milioni di biglietti? Il listino prezzi è articolato e complesso, si va dai 39 euro dell’adulto normale e in età piena ai 10 euro dei bambini. Prendiamo a riferimento il biglietto dei disabili, 20 euro, scontiamolo del 10 per cento e estendiamolo a tutti i biglietti venduti, verrebbe un ricavo più o meno da incassare di 110 milioni di euro. Perché non diffondere una stima? Vero è che ci sono i last minute a 5 euro, ma essendo last minute dopo le 19, per definizione non dovrebbero essere oggetto di prevendita.

3. perché dare solo il conto dei biglietti venduti e non delle persone che effettivamente sono andate?

Queste le parole di Giuseppe Sala riportate dall’Ansa il 2 maggio 2015:

“Ieri sera i biglietti sono arrivati a 11 milioni”: il commissario di Expo Giuseppe Sala lo ha annunciato in conferenza stampa dicendo che questo dato ha stupito anche lui. Sala non ha fornito dati sui visitatori di ieri al sito dell’Esposizione universale (non ha dunque confermato le stime di 200 mila persone), anche se sono andati “al di là delle aspettative”.

Ha spiegato [piuttosto che spiegato bisognerebbe dire ha detto e basta] che fornirà i dati sulle vendite dei biglietti e non sugli accessi.

Ma perché? Se tanti biglietti sono stati venduti, alla fine tanti dovranno essere i visitatori entrati. È un errore non dare il dato contabile degli accessi, perché l’oscurità giustifica il dubbio che i biglietti siano stati venduti come fanno i ragazzi quando non riescono a distribuire tutti i volantini. In questo caso uno può fare prezzo speciali, magari accordi di buy back, magari vendere con l’impegno che se il biglietto resterà invenduto sarà ricomprato. Comunque, ha garantito Giuseppe Sala, le vendite di biglietti

“negli ultimi giorni hanno avuto un’impennata, fra giovedì e venerdì con “botte di 200-300 mila biglietti al giorno” venduti a singoli (senza contare quelli di accordi con i tour operator).

“E’ un segnale che ci fa dire che c’è stato un ‘riscaldamento’ del Paese straordinario negli ultimissimi giorni”.

Giuseppe Sala è stato messo lì da Enrico Letta, grigio burocrate un po’ balbettante (ricordate l’Imu che alla fine ci costa il doppio) ma sembra avere imparato presto la lezione del nuovo master, Matteo Renzi.