Facebook chiude “Investire i ciclisti fuori dalle ciclabili” incivile ma sintomo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Ottobre 2014 13:24 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2014 13:24
La pagina Facebook prima della chiusura

La pagina Facebook prima della chiusura

ROMA – Un giovane romano ha aperto una pagina su Facebook, che giustamente l’ha chiusa, dal titolo un po troppo violento e esplicito: “Investire ciclisti che non usano la pista ciclabile” con una foto che era di per sé da galera: un’auto che investe un gruppo di ciclisti facendoli volare in aria.

Il crescente consenso della pagina, prima che Facebook la chiudesse, non va però sottovalutato, perché esprime il fastidio che la gente normale prova in misura sempre maggiore nei confronti di una categoria arrogante, prepotente, iperrpotetta e iper impunita: i ciclisti in città.

I ciclisti hanno colmato la misura, aumenta i numero di quelli che li detestano.

Sulla spinta della protesta dei ciclisti, categoria incline alla violenza verbale, Facebook l’ha chiusa. I ciclisti sono di facile insulto in strada, quando, dopo avere rischiato di travolgerti, ti mandano anche al diavolo e ti minacciano se osi protestare; figurarsi su internet, dove si scatenano i più bassi istinti. Chiunque azzardi criticarli o chiedere un minimo di regole, come targa e assicurazione obbligatoria anche per loro, a tutela delle loro vittime, viene bombardato di insulti e improperi.

Secondo la cronaca di Claudia Voltattorni sul Corriere della Sera, il giovane romano, 20 anni, ha aperto una pagina su Facebook due mesi fa e ha raccolto oltre tremila i like , cioè le persone che la approvano, di cui mille solo nelle ultime ore” del week end.

Sulle prime Facebook non l’ha chiusa, rispondendo, a chi gliela segnalava: “Abbiamo controllato la pagina che hai segnalato per la presenza di violenza esplicita e abbiamo riscontrato che rispetta i nostri standard della comunità”.

In realtà “Investire ciclisti che non usano la pista ciclabile” non è il massimo del buon gusto e dell’eleganza e ha “scatenando un putiferio”.

Fausto Bonafaccia, fondatore e presidente di Biciroma, ha detto al Corriere:

“È avvilente, incivile e chi fa queste cose dovrebbe vergognarsi”,

dopo essersi rivolto a Facebook chiedendo la chiusura della pagina

“perché istiga a delinquere e alla violenza”.

Fausto Bonafaccia dice anche cose di buon senso quanto di facile presa demagogica:

“Oggi più che mai chiediamo più sicurezza sulle strade di Roma e un impegno concreto al sindaco ciclista Ignazio Marino perché realizzi piste ciclabili su strade come la Cristoforo Colombo, l’Aurelia, la Portuense, l’Appia Nuova, la Salaria, un problema non più rinviabile”.

Ma altrettanto non più rinviabile è una doccia di educazione e di civiltà per i ciclisti. L’ostilità dei cittadini nei loro confronti nasce dai comportamenti dei ciclisti nelle strade del centro e sui marciapiedi, luoghi dove è impossibile andare in bicicletta, meno che mai contromano e dove è altrettanto improbabile che si possano realizzare piste ciclabili.

Claudia Voltattorni ha anche trovato il giovane che ha aperto la pagina:

“Quando ho creato questa pagina volevo criticare solo quelli che non usano la pista ciclabile per pigrizia, arroganza o ignoranza”.

La voce della pagina

“si è sparsa in rete e oltre ai like , sono arrivati critiche, insulti e minacce, cui il ragazzo replica:

“Meritereste di essere stirati come camicie”. .