“Gli euro dati alla Grecia finiscono alle banche tedesche” VIDEO. D’Alema sentenzia ma non dice perché la Grecia è così

a cura di Sergio Carli
Pubblicato il 6 luglio 2015 10:24 | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2015 14:31
"Gli euro dati alla Grecia finiscono alle banche tedesche". D'Alema sentenzia ma non dice perché la Grecia è così

Massimo D’Alema: “Gli euro dati alla Grecia finiscono alle banche tedesche”. Ma non spiega perché la Grecia è così

ROMA – Giocando col fuoco e con l’amore per il paradosso, Massimo D’Alema spiega così le origini della crisi della Grecia:

“Si dice: ‘Noi paghiamo le pensioni dei greci’. No! Noi paghiamo le banche tedesche, e di questi soldi i greci non sentono neanche l’odore”.

La battuta arriva alla fine di una intervista a Massimo D’Alema in onda su RaiNews24 che, garantisce Repubblica,it

“sta diventando in queste ore un vero e proprio fenomeno dei social network, invadendo le bacheche degli utenti Facebook”.

Repubblica spiega che Massimo D’Alema commenta

“l’appello, di cui è firmatario insieme ad altre personalità tra cui i premi Nobel Stiglitz e Krugman, per chiedere alle autorità europee più flessibilità sul debito greco e sulle politiche di austerità”.

Tipicamente italiano, commenterebbe un tedesco o un francesce: Nessuno della sinistra europea che in Italia si incarna nel Pd si è schierato con Tsipras e la Grecia. Appare chiaro a tutti che favorire Tsipras significa danneggiare i partiti di sinistra tradizionali. Beppe Grillo e Salvini non tolgono voti a Berlusconi ma al Pd, come quel che è accaduto in Liguria nelle elezioni regionali ha ben dimostrato.

D’Alema conclude la sua intervista con un esempio, per dimostrare una sacrosanta verità, come un’unione monetaria non possa funzionare senza un’unione di bilancio e perché le disuguaglianze tra paesi ricchi e paesi poveri siano destinate ad aumentare senza un’unione politica:

“In Germania il costo del denaro è bassissimo, quindi le banche tedesche raccolgono denaro a un costo quasi nullo. Con quei soldi comprano i titoli della Grecia, che essendo un paese a rischio paga tassi altissimi, il 15%. In questo modo guadagnano una montagna di soldi”. Attraverso la differenza dei tassi d’interesse, “enormi risorse si trasferiscono da un paese povero, la Grecia, a un paese ricco, la Germania. Il paese povero si impoverisce sempre di più, il paese ricco si avvantaggia sempre di più”.

Si arriva all’estremo del paradosso:

“Noi abbiamo dato alla Grecia 250 miliardi di euro. Ma non per le pensioni dei greci, ma per pagare le banche tedesche”.

Tutto vero, però…però D’Alema parte dal fondo e non si chiede perché esista quel differenziale, come esiste lo spread fra titoli di Stato italiani e tedeschi. Il prezzo non lo fanno le banche (a parte qualche scandaletto di manipolazione del mercato emerso a Londra) ma le aspettative sul futuro di una economia. Per questo lo spread dell’Italia era andato alle stelle nell’ultimo periodo di Berlusconi. Non era un complotto internazionale: era Berlusconi, di cui il mondo non si fidava più.
Mentre l’Italia, a partire dl 2010, ha cominciato a mettersi in riga, tanto da essere tra i migliori Paesi d’Europa come avanzo primario, prova di virtù.