Global compact, Salvini dice no, Mogherini sì. Dopo il Fiscal c’è paura

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 novembre 2018 11:48 | Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2018 11:48
Global compact, Salvini dice no, Mogherini sì. Dopo il Fiscal c'è paura

Global compact, Salvini dice no, Mogherini sì. Dopo il Fiscal c’è paura (Foto Ansa)

ROMA – Global compact, il web è impazzito, gli italiani si appellano al Governo. Pochi lo vogliono, anche se Federica Mogherini, ministro degli esteri della Ue, si è detta pubblicamente a favore. Dopo la tragedia del Fiscal compact, su cui Berlusconi e Monti aderirono supinamente per compiacere i tedeschi, senza curarsi delle conseguenze future, oggi gli italiani non si fidano più di questo genere di accordi.

Il Global compact per le migrazioni “è sepolto”, a meno di non rischiare “la crisi di governo”: lo hanno detto all’agenzia AdnKronos fonti parlamentari della Lega, secondo cui la calendarizzazione al 22 dicembre del voto della mozione di Fratelli d’Italia contro il Patto dell’Onu “è solo un modo per fare contenti tutti”, dopo che il vicepremier Matteo Salvini aveva fatto sapere che l’Italia non sarebbe andata alla conferenza di Marrakech il 10 e 11 dicembre in assenza di un voto del Parlamento.

Già il fatto che il voto si tenga dopo la Conferenza è indicativo della volontà di governo e Parlamento di seppellire il Global compact, per quanto tecnicamente l’Italia avrebbe ancora il tempo per farlo, nota AdnKronos. Voto che, stando a sentire le fonti della Lega, in realtà potrebbe non tenersi mai: “Il 22 dicembre ci saranno ancora le votazioni sulla legge di bilancio, si rinvierebbe al 7 gennaio, quando ci sarà il Milleproroghe, di rinvio in rinvio il voto non ci sarà mai”. Questo a meno che non si voglia rischiare la caduta del governo.

“In Parlamento una maggioranza contraria al Global compact esiste. O il M5s si adegua alla Lega – spiegano all’AdnKronos le fonti, sottolineando come il gruppo vicino al presidente della Camera Roberto Fico non lo farebbe mai – o nasce una nuova maggioranza de facto, con pezzi del centrodestra e alcuni grillini che voterebbero insieme ai leghisti, ma a quel punto cadrebbe il governo”. D’altro canto, ha sottolineato Salvini, “quando approvi un decreto che mette regole normali e dignitose sul tema dell’immigrazione difficilmente dieci giorni dopo puoi firmare un accordo che mette nello stesso pentolone immigrati irregolari, profughi e rifugiati”.

Ben diverso il parere dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Federica Mogherini, che contesta la decisione del governo italiano. “Se il nostro interesse nazionale è di governare le migrazioni per renderla ordinata, umana e sostenibile, allora il Global Compact è lo strumento più forte che abbiamo per difendere i nostri interessi nazionali”, ha detto Mogherini.

In un dibattito al Parlamento europeo, la ministra degli Esteri della Ue ha detto che non esiste alcun tipo di “conflitto” con gli interessi nazionali degli Stati. Mogherini, spiega Lorenzo Vita sul Giornale, ha voluto ribadire che “ci sono alcuni falsi miti su questo Compact”, in primis che “non è un quadro giuridicamente vincolante”. L’accordo “non creerà nessun obbligo giuridico per gli Stati. Il Compact si fonda sul rispetto del diritto sovrano degli Stati di determinare le loro politiche sulle migrazioni”, ha detto Mogherini. Ma su questo tema, sono in molti a ribadire che non può non considerarsi vincolante una volta che un governo si impegna a realizzare gli obiettivi presenti nel patto Onu. Il Global Compact, conclude la politica Ue, “rispecchia ampiamente gli obiettivi europei e le nostre preoccupazioni chiave”.

Ma sono molti gli Stati del’Unione europea ad aver già detto di non voler aderire al patto sui migranti voluto dalle Nazioni Unite. Il Gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria) si è già dichiarato apertamente contrario. Anche Israele, Brasile e Stati Uniti hanno confermato di non voler ratificare l’accordo intergovernativo nella conferenza di Marrakech.