Grande Fratello treni: tracciati/spiati anche al wc. Serve?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Agosto 2015 12:05 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2015 12:05
Grande Fratello treni: tracciati/spiati anche al wc. Serve?

Grande Fratello treni: tracciati/spiati anche al wc (un’immagine del film Treni strettamente sorvegliati)

ROMA – Treni strettamente sorvegliati, come il romanzo grottesco di Hrabal. Scherzando, ma fino a un certo punto, in una sorta di reality infinito a circuito chiuso, una telecamera ci seguirà in treno fino alla ritirata, il wc per restare contemporanei. Guai ai maschietti italiani che hanno il vizietto di trascorrere il tempo in treno a infilarsi le dita nel naso piuttosto che a leggere, come ci informava una lodevole inchiesta di Barbara Palombelli sulla Repubblica di qualche anno fa.

C’è poco da sorridere in realtà. Oggi il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico ha confermato la stretta securitaria europea sui viaggiatori che si spostano in treno: sceriffi e telecamere a circuito chiuso a bordo dei vagoni, controlli con scanner su passeggeri e bagagli prima dell’imbarco, in prospettiva – minaccia Bubbico – tracciabilità assoluta degli spostamenti coinvolgendo gli operatori privati del settore mobilità e trasporto ferroviario.

Tutto per il nostro bene, un Grande Fratello amico che ci metterà al riparo dei pazzi kamikaze dell’Isis. Servirà? Marcello Foa su Il Giornale esprime più di qualche perplessità, a partire dall’incomprensibile militarizzazione anche tecnologica dei treni internazionali con quelli pendolari lasciati a se stessi: sicuri che un terrorista discriminerà sulle destinazioni, per dire Piovarolo non la prenderà mai in considerazione?

Prendete il Patriot Act, approvato dopo l’11 settembre, rileggetevi le sconcertanti accuse di Snowden sulle schedature di massa operate dalla Nsa su praticamente tutti i cittadini del mondo, inclusi gli stessi americani, inclusi tu, caro lettore, ed io. Io non sono un terrorista e, immagino, tu neppure; però c’è qualcuno che sa tutto di noi con una plateale e sconcertante violazione dello stato di diritto e dei principi della democrazia.

A cominciare dai passaporti biometrici e proseguendo per la tracciabilità – implicita e talvolta esplicita – di ogni nostro movimento, anche finanziario. Roba che la Stasi nemmeno immaginava e che evoca, sinistramente, le profezie di Orwell. Ora tocca ai treni. La decisione di rendere nominativi i biglietti ferroviari ha un solo vero effetto: quello di permettere alle autorità di tracciare legalmente i nostri spostamenti tra un Paese all’altro anche lungo i binari. Dunque di renderci meno liberi. Un altro passo verso il Grande Fratello. (blog di Marcello Foa, Il Giornale).