Istat, disoccupazione sotto al 10%. Luci e ombre, ma il merito è di Gentiloni e Renzi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 ottobre 2018 14:52 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2018 14:52
Istat, disoccupazione sotto al 10%. Luci e ombre, ma il merito è di Gentiloni e Renzi

Istat, disoccupazione sotto al 10%. Luci e ombre, ma il merito è di Gentiloni e Renzi

ROMA – Tasso di occupazione record al 59% e tasso di disoccupazione al 9,7%, ai minimi da oltre sei anni: ad agosto si registra una ripresa dell’occupazione che porta gli occupati a oltre 23,3 milioni con circa 1,2 milioni di persone in più al lavoro rispetto a cinque anni fa.

A fronte di 312.000 occupati in più rispetto ad agosto 2017 gli occupati dipendenti in più sono 301.000 ma se quelli a termine sono 351.000 in più calano invece quelli a tempo indeterminato (-49.000). E’ “un numero – ha detto il ministro del Lavoro Luigi di Maio riferendosi all’occupazione – che ha dentro ancora troppo precariato e sfruttamento, con tanti contratti di pochi giorni. Va bene quel numero, ma c’è tanto da fare per creare lavoro stabile. Ci saranno “incentivi – ha aggiunto – per le assunzioni a tempo indeterminato”.

Ha dovuto far violenza a se stesso Di Maio per ammettere che il dato occupazionale, pur fra luci e ombre, va bene. Si tratta di dati estivi, lui e il suo governo non c’entrano nulla, se di successo si tratta va assegnato all’azione dei governi pre-cambiamento. A Gentiloni e Renzi in primis, a riprova che oculatezza, prudenza, razionalità finanziaria non sono più virtù spendibili in politica quanto piuttosto certificati di sicura impopolarità.

Che alle urne non pagano. Poi però arriva il governo del cambiamento e le imprese si passano parola sul decreto dignità, “si salvi chi può” . Come? Lo certifica l’ultima Istat, lo spiega la Confesercenti: “Dal lavoro arrivano dati positivi, ma potrebbe essere presto per brindare. Sul boom degli occupati a tempo determinato, infatti, potrebbe incidere in misura significativa anche la corsa al rinnovo e alla proroga dei contratti a termine prima dell’arrivo del DL Dignità, pubblicato a luglio con la previsione di un periodo di transizione fino al 31 ottobre per i contratti già in essere al momento dell’approvazione del decreto”.