Iva, Irpef, tasse: si parla di ‘stangata’. Se fosse così ci sarebbe rivolta…

Pubblicato il 23 Ottobre 2012 15:07 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2012 15:07
Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli (Foto LaPresse)

ROMA – Oggi l’ultimo scontro sulla legge di stabilità, quello tra Vittorio Grilli e la Corte dei Conti su chi se ne avvantaggia e chi no. Il ministro dice quasi tutti, la Corte dice quasi nessuno… E intanto i giornali urlano alla ‘stangata’, allo scandalo. Che le tasse siano alte e l’Italia sia in difficoltà è indubbio, ma tempo fa Libero titolò “Irpef, Iva e addizionali. Stangata da 500 euro”. Non c’è proporzione fra la cifra e il termine stangata, alla fine i giornali (e fu Repubblica la prima a usare e abusare del termine) hanno creato un clima di paura e di disagio.

Se la situazione fosse così tragica, saremmo in condizione di rivolta contro il fisco, come sempre ce ne sono state dall’alto Medio Evo al secolo scorso. Qualche esempio? Partenio, ai tempi del re franco Teodeberto, fu lapidato dal popolo che, scrive Pirenne, gli rimproverava il peso troppo grave delle imposte. Un altro esempio sono le rivolte fiscali in Francia ai tempi di Mazzarino. E ancora, Giuseppe Prina, ministro delle finanze, dopo aver troppo spremuto i milanesi per conto di Napoleone, venne linciato dalla folla. Siamo a questi livelli in Italia o forse siamo a livelli altissimi di lamento?