Ivrea patrimonio Unesco, Casaleggio mette il cappello sulla Olivetti…

di Sergio Carli
Pubblicato il 3 luglio 2018 13:09 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2018 13:45
Ivrea patrimonio Unesco, Casaleggio mette il cappello sulla Olivetti...

Ivrea patrimonio Unesco, Davide Casaleggio nella foto con Luigi Di Maio) mette il cappello sulla Olivetti…

IVREA – Ivrea patrimonio dell’Unesco. È uno dei primi atti del nuovo Governo Lega – M5s e del nuovo ministro della Cultura targato M5s. Merito della Olivetti e di Casaleggio, che del Governo Conte si dice sia eminenza grigia o della cerulea Dora di Carducci? Un dubbio  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] ci assale. È un caso di macchina propagandistica, non diciamo fake news perché tutte le news un po’ lo sono. Diciamo solo come un bel concertino può distorcere la realtà.

Leggete bene questa notizia Ansa e meditate:

“Ivrea, la città ideale della rivoluzione industriale del Novecento, è il 54esimo sito Unesco italiano. Un riconoscimento che va a una concezione umanistica del lavoro propria di Adriano Olivetti”. Il Ministro dei beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, annuncia così l’iscrizione di “Ivrea Città Industriale del XX Secolo” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La decisione è avvenuta durante i lavori del 42° Comitato del Patrimonio Mondiale che si sta svolgendo a Manama in Bahrein dal 24 giugno al 4 luglio”.

Ma guarda un po’ che coincidenza.

Non risulta che l’Unesco proclami una località patrimonio dell’umanità in quanto sede di insediamento industriale. Nel caso, sarebbe più giusto Torino. La Fiat ha avuto ben altra evoluzione e ben (altro peso nella storia d’Italia, ben più di una macchina da scrivere (la Lettera 22) in un museo di New York.

Infatti, a leggere i giornali, si può piuttosto parlare di archeologia industriale. Tanto mito, tanta nostalgia, ma quella della Olivetti non è stata una fine gloriosa. 

Le ragioni sono state tante, inclusa la prematura morte di Adriano Olivetti, come ricorda Sergio Noto che sul Fatto scrive di “beffa e danno”. Resta il fatto che la definizione di patrimonio dell’umanità applicata a Ivrea dà il senso del percorso mentale delle istituzioni Onu. Avrebbe avuto più senso celebrare Ivrea per la sua bellezza. Cantava Giosuè Carducci: “Ivrea la bella, che le rosse torri / specchia sognando a la cerulea Dora / nel largo seno”. Aggiungeva: “Fosca intorno è l’ombra / di re Arduino”. Il riferimento era al re longobardo Arduino, col quale, almeno in parte, naufragò, sull’altare di San Pietro, il sogno di una Italia unita di cui ancora oggi paghiao le conseguenze. Negli ultimi anni, attorno a Ivrea, altri fosche ombre sono aleggiate. Dalla Olivetti uscì una generazione di manager e di intellettuali manager, una diaspora che ha lasciato il segno nell’economia industriale italiana dell’ultimo mezzo secolo.

Preceduto dall’entusiasmo di Ermete Realacci Davide Casaleggio non si è saputo trattenere e sul blog delle stelle ha scritto:

“Ivrea Patrimonio mondiale dell’Unesco è un riconoscimento che premia la storia di una città simbolo della rivoluzione industriale del ‘900. Una città dove l’utopia di Adriano Olivetti si è concretizzata, diventando punto di riferimento di un’industria tecnologica che ha cambiato il mondo.

La decisione del World Heritage Committee ci racconta che l’impresa che riesce ad andare al di là delle mere logiche del ricavo è un’impresa destinata a rimanere nella storia. Ci racconta che il concetto olivettiano di Comunità travalica i confini del tempo, supera ogni modello di welfare aziendale moderno.

Adriano Olivetti metteva la persona prima dell’impresa. E oggi la sua idea di comunità è il faro che ci indica la strada al centro di Rousseau. In un certo senso ci sentiamo figli di Adriano. Perché il concetto di Comunità, grazie a Internet, genera effetti positivi e si trasforma in aggregazione, in obiettivi, in interessi comuni. Per questo stiamo lavorando a nuove idee per Rousseau che possano ricalcare quello che era lo spirito olivettiano. Uno spirito che mette al centro il cittadino e il suo benessere. Idee che facevano dell’Italia un laboratorio tecnologico d’avanguardia e modello internazionale. Ripartire dal riconoscimento di Ivrea a Patrimonio Unesco per riscoprire l’utopia della Olivetti è un sentiero luminoso per il futuro di questo Paese”.

Siamo in presenza di un tentativo di ancorare la fosca ombra della Casaleggio che incombe sulla democrazia italiana a una iniziativa industriale andata male ma che nella storia d’Italia e della sua democrazia ha lasciato un segno positivo e indelebile. Operazione ardita e spregiudicata, quella di Casaleggi, del tutto immotivata.