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Ius soli. Cosa c’è scritto davvero nella legge che ha diviso l’Italia?

Ius soli. Cosa c'è scritto davvero nella legge che ha diviso l'Italia?

Ius soli. Cosa c’è scritto davvero nella legge che ha diviso l’Italia?

Ius soli. Cosa c’è scritto davvero nella legge che ha diviso l’Italia? La polemica infiamma. Graziano Delrio, forse per far dimenticare la sua presenza a processioni in Calabria e il più grande flop amministrativo del post Berlusconi, il disastro delle Province che non ci dovrebbero essere più ma costano come prima, si sente Dione Cassio e fa la morale al Senato. Anche Massimo D’Alema si pronuncia e dice cose giuste, ma forse non ha letto tutto il testo del ddl che il Pd ha deciso di accantonare per evitare una sconfitta al momento del voto. Magari anche per evitare lo sgambetto di qualche suo seguace…

Infatti il giusto principio dello ius soli è stato forse un po’ troppo dilatato: non c’è solo il diritto per nascita. Altri casi controversi sono presenti nella legge finita sul binario morto. Ecco alcuni esempi di come il troppo stroppia e il meglio è nemico del bene. Se volete il testo completo leggete qua…

Chi, secondo il ddl 2092, ha diritto di diventare cittadino italiano?

1. Chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia titolare del diritto di soggiorno permanente ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, o
sia in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
2. Il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età che, ai sensi della normativa vigente, ha frequentato regolarmente, nel territorio nazionale, per almeno cinque anni, uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale idonei al conseguimento di una qualifica professionale, acquista la cittadinanza italiana.
3. Lo straniero che ha fatto ingresso nel territorio nazionale prima del compimento della maggiore età, ivi legalmente residente da almeno sei anni, che ha frequentato regolarmente, ai sensi della normativa vigente, nel medesimo territorio, un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo
conclusivo, presso gli istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione, ovvero un percorso di istruzione e formazione professionale triennale o quadriennale con il conseguimento di una
qualifica professionale.

ecc. ecc.

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