Kofi Annan, premio Nobel ma anche molte ombre: Ruhanda, Srebrenica, Oil For Food

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 20 agosto 2018 10:43 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2018 12:55
Kofi Annan

Kofi Annan, successi ma anche molte ombre: Ruhanda, Srebrenica, Oil For Food (foto Ansa)

ROMA – E’ morto Kofi Annan, il primo diplomatico venuto dall’Africa sub-sahariana a ricoprire la carica di Segretario generale delle Nazioni Unite. Nonostante abbia speso la sua vita [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] per le Nazioni Unite e ricevuto un premio Nobel per la pace, la sua è stata una carriera diplomatica fatta di luci e ombre.

Successi, ma anche stragi, fallimenti e scandali vari sotto la sua presidenza. Basti citare l’iniziativa Oil for Food (Petrolio in cambio di cibo), nata per salvare dalla catastrofe umanitaria i civili dell’Iraq,  trasformatasi poi in una colossale kermesse di mazzette e di complicità con Saddam Hussein.

Kofi Annan ha ricoperto molti ruoli nelle Nazioni Unite e nella diplomazia internazionale, anche dopo l’addio alla segreteria dell’Onu. Il giornale francese Le Monde ricostruisce le tappe più importanti della sua carriera. Per leggere l’articolo completo basta copiare questa url: https://www.lemonde.fr/disparitions/article/2018/08/18/mort-de-kofi-annan-les-dates-marquantes-de-sa-carriere-a-l-onu_5343828_3382.html.

1992: fallimento in Jugoslavia.

Durante la guerra in Jugoslavia, Kofi Annan si occupa del mantenimento della pace per l‘Onu. L’organizzazione non è però in grado di porre fine alla guerra e sta vivendo uno dei suoi maggiori fallimenti: il massacro di Srebrenica. Un evento che animerà un mea culpa da parte di Kofi Annan e delle Nazioni Unite: “Per i nostri gravi errori di giudizio e la nostra incapacità di comprendere la grandezza del male che abbiamo dovuto affrontare, non siamo riusciti a fare la nostra parte per proteggere i residenti di Srebrenica sotoposti a campagne di massacri pianificate da parte delle forze serbe“ scrive il diplomatico ghanese nel 1999. “Srebrenica cristallizza una verità che l’Onu e la comunità internazionale hanno capito troppo tardi: la Bosnia ed Erzegovina era più un conflitto morale piuttosto che militare”.

1994: il genocidio del Ruanda.

Un nuovo fallimento arriva con il genocidio del Ruanda. Anche in questo caso, Kofi Annan riconoscerà alcuni anni dopo gli errori commessi dalle Nazioni Unite, in un discorso davanti al Parlamento ruandese nel 1998: “Oggi sappiamo che quello che abbiamo fatto, allora non era abbastanza sufficente per proteggere il Ruanda contro se stesso. Non abbastanza per onorare gli ideali per i quali le Nazioni Unite esistono”.

1998: creazione del Tribunale penale internazionale.

Nel luglio 1998 viene creata la Corte penale internazionale, corte permanente che processerà politici e militari accusati di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. La Corte inizia la sua azione nel 2002, nonostante la riluttanza degli Stati Uniti e della Russia, membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che non hanno mai ratificato il testo, e della Cina che non ha mai firmato.

1998: mediazione con Saddam Hussein.

Mentre gli Stati Uniti vogliono bombardare l’Iraq, Kofi Annan riesce a disinnescare la crisi facendo accettare a Saddam Hussein un protocollo che consenta agli ispettori delle Nazioni Unite di visitare qualsiasi sito sospetto in Iraq. La delegazione delle Nazioni Unite guidata da Kofi Annan incontra i funzionari del governo iracheno a Baghdad il 21 febbraio 1998.

2000: rapporto del millennio.

Nell’aprile 2000, il Segretario generale pubblica un rapporto del millennio che sta per cominciare. Nella relazione, si invitano i capi di Stato e di governo a fare della lotta contro povertà, Aids e disuguaglianze le priorità del nuovo millennio.

2001: rielezione e premio Nobel.

Nel giugno 2001, Kofi Annan viene rieletto per acclamazione dell’Assemblea Generale. A dicembre vince il Nobel per la pace insieme alle Nazioni Unite, come tributo all’impegno comune per la pace e la giustizia nel mondo. Il Segretario Generale viene salutato come colui che “ha dato nuova vita all’organizzazione”, affrontando “nuove sfide” quali “terrorismo internazionale” e Aids.

2003: guerra in Iraq.

Il Segretario Generale prova ad evitare in tutti i modi la guerra in Iraq, esortando gli Stati Uniti e il Regno Unito a non invadere il Paese senza il sostegno delle Nazioni Unite. Annan dichiara questa guerra illegale nel settembre 2004. In seguito, Kofi Annan ricorderà questo periodo come il “momento peggiore” vissuto a capo dell’organizzazione.

2005: scandalo del programma  Oil against food.

Il Segretario Generale è implicato in un’indagine sul Programma Oil-for-Food delle Nazioni Unite. L’operazione doveva consentire al regime iracheno di vendere greggio in cambio di beni di consumo per mitigare gli effetti dell’embargo sui civili iracheni.

Ma dalle indagini emerge che in sette anni Saddam Hussein sia riuscito a far sparire quasi 1,8 miliardi di dollari sotto il naso dell’Onu. Secondo l’inchiesta, Kojo Annan, suo figlio, “ha partecipato negli gestione degli appalti” usando il nome di suo padre anche per comprare una Mercedes da 39mila dollari a prezzo scontato.

2012: dimissioni come mediatore in Siria.

Dopo aver lasciato l’onu alla fine del 2006, Kofi Annan continua ad occuparsi di questioni internazionali. Il 23 febbraio 2012 viene nominato mediatore delle Nazioni Unite e della Lega Araba in Siria, ma si dimette pochi mesi dopo, il 31 agosto, credendo di non aver “ricevuto tutto il sostegno che la causa meritava”. In quell’occasione, Kofi Annan spiega che “la crescente militarizzazione sul campo e la mancanza di unanimità nel Consiglio di sicurezza hanno sostanzialmente cambiato il mio ruolo”.