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Laura Boldrini fischiata dalla sinistra a Milano: “Antifascista? Solo una passerella”

Laura Boldrini contestata al corteo antifascista di Milano

Laura Boldrini fischiata dalla sinistra a Milano: “Antifascista? Solo una passerella”

MILANO – Laura Boldrini contestata da sinistra al corteo antifascista e antirazzista di Milano. Il corteo si è svolto in coincidenza con quello di Macerata, città dove uno sconsiderato, Luca Traini, ha sparato a un gruppo di immigrati per “vendicare” la macabra fine, per mano di almeno un nigeriano, fatta da una ragazza italiana, Pamela Mastropietro. Il clima elettorale ha fornito occasione a tutti gli scemi. Qualcuno dal corteo di Macerata ha anche inneggiato alle foibe, quelle buche nei dintorni di Trieste dove i partigiani comunisti del maresciallo yugoslavo Tito avevano buttato, finendoli in modo atroce, un bel po’ di fascisti italiani. Non che questi fossero tutti innocenti, ma l’odio dei croati verso gli italiani è un dato a prescindere dalle ideologie. Solo che nel caso dell’antirazzismo, un nero vale dieci italiani…Se poi vi chiedete perché a Trieste la sinistra, imbarazzata dal silenzio su porcherie che la riguardano meno dei gulag, è elettoralmente un po’ handicappata e il Piccolo dell’ex Gruppo Espresso vende sempre di meno, leggete un po’ di storia.

A fischiare Laura Boldrini sono stati, riferisce la Stampa di Torino, “alcuni esponenti dei centri sociali”. I centri sociali aprivano il corteo.  L’hanno contestata, scrive la Stampa, sostenendo che la Boldrini, presidente della Camera per grazia di Bersani e Nichi Vendola, è “scesa in piazza «per passerella»”. Le hanno urlato contro: “Siete la peggiore destra”. Forse per sottolineare l’aspetto molto aristocratico del tipo di sinistra cui fanno riferimento la Boldrini e i suoi compagni di partito.

Al corteo antifascista e antirazzista, riferisce ancora il quotidiano, “l’associazione dei partigiani non ha dato la propria adesione ufficiale, molti appartenenti all’Anpi hanno partecipato a titolo personale”.

Erano ventimila le persone che, per gli organizzatori, sono sfilate nelle vie del centro di Milano. In prima fila c’erano “il presidente della Camera, Laura Boldrini, i candidati alle regionali di Liberi e uguali e della sinistra, ma anche ragazzi dei centri sociali, uomini del mondo del volontariato e migranti, che con slogan e cartelli, hanno rivendicato una integrazione migliore e lo stop al razzismo. «Nel nostro Paese non c’è spazio per l’apartheid», ha detto Boldrini, che tra gli applausi ha intonato insieme con alcuni manifestanti Bella Ciao.

La marcia antirazzista, imnforma l’agenzia Ansa, era stata “promossa da diverse realtà: collettivi studenteschi, centri sociali, varie sigle che appartengono al mondo della sinistra. In corteo sono sfilate associazioni che lavorano anche con i migranti, come il Naga, la Fiom, gli anarchici, l’associazione donne musulmane d’Italia; in rappresentanza della politica c’è Liberi e Uguali con il candidato alla presidenza della Lombardia, Onorio Rosati, Sinistra per la Lombardia, Potere al popolo. In testa al corteo, partito da porta Venezia, uno striscione con la scritta ‘Chiudere i covi neri. Milano antifascista, antirazzista, meticcia e solidale’, sostenuto da un gruppo di ragazzi migranti. Molte persone sono arrivate con dei cartelli: alcuni hanno la scritta ‘Salvini sei tu il mandante’, riferito ai fatti di Macerata.

Forse ignara del disprezzo del neo leader a 5 stelle Luigi Di Maio verso il suo partito, Laura Boldrini ha anche lanciato un amo a Giggino: “Quando ci sono degli attacchi razzisti e terroristici come a
Macerata non si può stare zitti, come ha detto Di Maio, e non si può neanche fare quello che ho detto Salvini, cioè non usare parole chiare e nette contro quello che è accaduto . Questa sembra quasi una partita di ping pong tra Di Maio e Salvini”.

Di recente Laura Boldrini è stata oggetto di stupidi e demenziali attacchi su internet. Pietro Grasso, deludente leader di una sinistra che non c’è, impallinato nell’immagine da stipendio e pensione d’oro, li ha giustamente definiti “volgari”.  “Laura siamo con te”, ha gridato da un palco ai suoi probabili elettori. Ma, accortamente, non l’ha buttata in politica…

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