Liberalizzazioni, atto dovuto non scelta Renzi. Siamo sempre a lenzuoli e coiffeur

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Febbraio 2015 13:14 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2015 13:16
Liberalizzazioni, atto dovuto non scelta Renzi. Siamo sempre a lenzuoli e coiffeur

Liberalizzazioni, atto dovuto non scelta Renzi. Nella foto il primo ispiratore delle famose lenzuolate, Pierluigi Bersani

ROMA – Liberalizzazioni, atto dovuto non scelta Renzi. Siamo sempre a lenzuoli e coiffeur. L’aveva promesso solennemente nella lettera di inizio anno agli elettori Pd: il crono-programma di Matteo Renzi per dare la scossa al Paese a suon di riforme prevedeva a gennaio economia e finanza, scuola a febbraio, cultura e Rai ad aprile, liberalizzazioni a giugno. In mezzo Senato e legge elettorale.

Martedì 10 febbraio sono stati svelati i contenuti del decreto liberalizzazioni da discutere in Consiglio dei ministri il 20 febbraio, ennesima riproposizione delle famose lenzuolate di Bersani ministro: dal 2007 ad oggi, tira di qua, tira di là, sempre a tassisti e parrucchieri siamo.

Con questa scossa (anche Mario Monti abusava di questa metafora), specie se confrontata con i provvedimenti di un Mario Draghi a testimonianza che sull’economia i veri decisori non stanno a Roma, si muove a malapena un trenino elettrico. A meno che la riduzione da due anni a 900 ore dei corsi di qualificazione per diventare parrucchieri, pardon acconciatori, non nasconda eccezionali virtù propellenti.

Senza contare che l’aggiornamento delle liberalizzazioni, cioè la manutenzione continua per “rimuovere gli ostacoli regolatori, di carattere normativo o amministrativo, all’apertura dei mercati” è previsto per legge almeno dal 2009.

Non si tratta di un’iniziativa di Matteo Renzi, non sta in una data scandita da un crono-programma (non  siamo al Giro d’Italia): trattasi di atto dovuto (art. 47 legge 23 luglio 2009, n.99), visto che dal 2009, appunto, il Governo, ogni governo, deve presentare tutti gli anni alla Camere, entro sessanta giorni dall’invio annuale della relazione da parte dell’Antitrust, un disegno di legge per l’adozione di un provvedimento per il mercato e la concorrenza.