Lusso, casa e tasse: hai un poggiolo e l’ascensore? Per lo Stato sei ricco

Pubblicato il 24 Novembre 2012 10:26 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2012 10:27
Hai l'ascensore nel tuo palazzo? Per lo Stato sei ricco

Hai l’ascensore nel tuo palazzo? Per lo Stato sei ricco

ROMA – “La manifestazione di una cultura pauperista da terzo mondo” si trova in piena evidenza, secondo Piero Ostellino, sul Corriere della Sera, di cui fu direttore in anni difficili, nella definizione di lusso data da una circolare ministeriale.

Di seguito riportiamo le definizioni citate da Ostellino nel suo articolo “”e la Burocrazia Decide se una Casa è di Lusso” pubblicato sabato 24 novembre. Non servono commenti.

“Ricevo da un amico le circolari che trascrivo qui sotto per conoscenza dei lettori; sempre che, poi, i lettori ci si raccapezzino, senza cadere in una crisi di depressione, o morirne dal ridere. Potrebbero essere state trascritte da un racconto surreale, o dell’orrore, ovvero essere una norma della legislazione di un Paese di socialismo reale. Di circolari come queste, per ogni e più disparato caso della vita quotidiana degli italiani, ce ne sono a migliaia nella legislazione”.

“Incidentalmente: definire ‘di lusso’ un’abitazione fornita di ascensore, per non parlare dell’altezza dei materiali ‘pregiati’ di cui sono rivestite le pareti delle scale, è la manifestazione di una cultura pauperista, e pre-moderna, da Terzo Mondo. In un Paese normale, a stabilire se un’abitazione è di lusso sono il luogo dove si trova l’abitazione, il prezzo di vendita o il costo dell’affitto conseguenti. È il mercato. Chi vuole comprarla, o affittarla, si regola secondo le proprie disponibilità economiche, parametrate sulla zona dove si trova l’abitazione e i relativi costi d’acquisto o d’affitto. Una volta acquistata, o affittata, l’abitazione, le tasse che si pagheranno saranno quelle fissate dall’agente fiscale di turno, ancora una volta sulla base degli stessi parametri di mercato”.

Ostellino spiega cosa accade invece in Italia, paesee evidentemente non troppo “normale”:

 “Da noi, a informare ‘preventivamente’ il potenziale acquirente, o affittuario, se un’abitazione è di lusso, è lo Stato, probabilmente sulla base delle proprie (future) esigenze di cassa. È uno Stato che pianifica non solo i propri comportamenti, ma pianifica, e dirige, anche quelli dei propri cittadini. Intendiamoci, non c’è nulla di scandaloso e, tanto meno, di inquietante in tutto ciò. In fondo, si tratta di un ‘servizio’, peraltro non richiesto, che lo Stato fornisce ai cittadini; apparentemente a titolo gratuito. Ma, ahimè, non è gratuito. Poiché a studiare, e a redigere, tabelle come quelle è la burocrazia, e a stamparle, e diffonderle, qualcosa ancora costerà, il servizio fornito lo pagano, con la fiscalità generale, anche i cittadini, che non comprano o non affittano un’abitazione di lusso”.

Conclude Ostellino:

“L’anomalia — perché di una singolare anomalia si tratta — è che lo Stato si comporti da Agenzia di collocamento delle abitazioni, una di quelle agenzie con le fotografie delle abitazioni da vendere o da affittare in vetrina con i loro costi; una sorta di mediatore fra chi vende e chi compera, o chi affitta, e rispetto, addirittura, a se stesso. Quando si dice che il governo tecnico avrebbe dovuto fare una radicale semplificazione legislativa e amministrativa che facesse fare una «cura dimagrante» allo Stato, riducendone i costi di esercizio, si intende raccomandare proprio questo”.