M5S, balconi e pugni chiusi: destra/sinistra cortocircuito bipolare

di Dini Casali
Pubblicato il 15 novembre 2018 14:45 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2018 14:45
M5S, balconi e pugni chiusi: destra/sinistra cortocircuito bipolare

M5S, balconi e pugni chiusi: destra/sinistra cortocircuito bipolare

ROMA – “Pugni chiusi / non ho più speranze / in me c’è la notte più nera…”, cantava un giovane Demetrio Stratos coi suoi Ribelli negli anni ’60. Tutto il contrario del pugno chiuso di esultanza esibito dal ministro Toninelli per la grande soddisfazione di aver portato a casa – ci son voluti tre mesi, ma insomma – la legge che può finalmente avviare la ricostruzione del Ponte Morandi e consentire alle famiglie sfollate di avere un tetto. 

Non è la prima volta che si atteggia a ribelle guevarista, l’ultima con Roberto Fico alla parata del 2 giugno: lontana eco di vecchie militanze prima che il ciclone M5S travolgesse le loro vite fino a catapultarli ai vertici dello Stato e del Governo. Solo che poi uno ripensa all’immagine notturna del balcone di palazzo Chigi occupato dai ministri grillini in festa per l’approvazione della “manovra del popolo”, e non ci si raccapezza più.

Brividi di emozione per qualche nostalgico di quando c’era lui, brividi di paura per quella sintonia plastica tra peronismo alla grillina e incubo argentino di una legge di bilancio – e di un balcone – salutata all’estero come “orgia di spesa” (Spiegel), o “Italy’s budget drama” (The Guardian).

Perché i simboli contano, specie in politica: balconi e pugni chiusi dovrebbero essere antitetici. A meno che, archiviate come predica il verbo casaleggiano le logore contrapposizioni ideologiche novecentesche tipo destra/sinistra, balconi e pugni chiusi non rientrino dalla finestra del consumo vintage, un po’ come gli chicchissimi cappotti dell’armata russa sulle passerelle della moda più sfarzosa. 

Difficile. Più facile osservare il furbo dirimpettaio di Di Maio come si comporta di fronte a certe esultanze storicamente sensibili. Salvini dal balcone di Palazzo Chigi si tenne a lunghissima distanza, quelli s’affacciavano, lui intanto blindava i suoi di provvedimenti. E sì che sul balcone ci si sentirebbe più a suo agio. Non che, come Rimbaud, rimpianga “l’Europe aux anciens parapets”, ma a scimmiottare il Kuce in Italia qualcosa si guadagna sempre.

Ma senza balconi, che porta sfiga. Quanto al pugno chiuso, lui era da un’altra parte, photo-opportunity con gli amici Cinque Stelle le evita come la peste. Magari stava twittando, o cercando nella memoria quel tweet contro Beppe Sala di quasi un anno fa: “Il pugno chiuso del sindaco Pd di Milano, e tanti saluti a 100 milioni di vittime dei regimi comunisti…Vergognarsi no?”. Magari no.